Scuola, le classi unisex funzionano meglio

da Londra

Classi separate, almeno fino ai quattordici anni. Maschi da una parte, femmine dall’altra come si usava una volta. Il suggerimento che emerge da uno studio sul rendimento scolastico commissionato dal governo inglese non ha nulla a che fare con l’antica visione, bacchettona e puritana, di una scuola secondaria in cui i due sessi non dovevano neppure sfiorarsi. Molto più semplicemente qualcuno ha scoperto che maschi e femmine apprendono con ritmi completamente diversi e fino alla prima adolescenza i ragazzini risultano essere generalmente qualche passo indietro alle loro compagne di classe.
Obiettivamente la scoperta non rappresenta una gran novità. Chiunque abbia avuto a che fare con dei bambini, avrà potuto osservare di persona le enormi differenze nella crescita di un bambina o di un bambino. Le bambine riescono a concentrarsi maggiormente e pur rivelando meno competitività ottengono spesso risultati migliori dei loro coetanei. I dati della ricerca inglese su questo fronte non rivelano dunque nulla che la maggior parte degli insegnanti o dei genitori non sappia già, semmai appare insolita la ricetta suggerita dai redattori della ricerca per risolvere un problema che finora nell’ambito scolastico si affrontava con rassegnata accettazione.
«Se maschi e femmine alla stessa età sono diversi nell’apprendere e nel raggiungere gli obiettivi, separiamoli – suggeriscono gli esperti – creando una scuola su misura che tenga conto delle diverse attitudini e necessità». Anche perché altrimenti, l’abisso tra i risultati ottenuti dalle femmine e quelli raggiunti dai maschi diventerà incolmabile. A sostenerlo è direttamente Christine Gilbert, che oltre ad aver diretto la ricerca è anche direttrice dell’osservatorio britannico sulle scuole. Secondo l’esperta l’attuale sistema scolastico secondario dovrebbe venire riformato anche incoraggiando la creazione di classi separate in modo da andare incontro alle esigenze differenti dei ragazzi.
Le lezioni dovrebbero enfatizzare il livello di competitività, la lettura potrebbe essere indirizzata verso dei libri diversi dalla solita narrativa, in grado di attirare maggiormente l’attenzione dei ragazzini.
Lo studio era stato commissionato dal governo otto mesi fa nel tentativo di mettere in chiaro gli innumerevoli punti deboli di un sistema scolastico che fa acqua da tutte le parti e soprattutto per capire come affrontare un cambiamento che ormai è irrinunciabile. «Appare chiaro – si legge nella ricerca – che il sistema educativo attuale non raggiungerà livelli migliori semplicemente facendo un po’ di più. È necessario invece, un approccio del tutto nuovo». I suggerimenti sulle classi separate arrivano dopo che i risultati degli esami di fine anno per le scuole secondarie avevano evidenziato un clamoroso gap tra maschi e femmine. I traguardi raggiunti dai primi erano stati ottenuti dalle seconde 7 anni prima. E nella ricerca della Gilbert si evidenzia come l’opaco livello di rendimento dei ragazzi risulti estremamente persistente anno dopo anno.
Per questo è necessario fornire motivazioni e supporti diversi, in modo che nessuno parta svantaggiato. Una curiosità: da più di 30 anni, una scuola pubblica dell’Essex mette in pratica il «rivoluzionario» suggerimento della separazione tra studenti. La Moulsham High di Chelmsford è una scuola mista, ma dal 1970 gli allievi dagli 11 ai 14 anni frequentano classi separate e a quanto pare con grande successo. «Il fatto è che in quella fascia d’età ragazze e ragazzi sono estremamente diversi – ha spiegato il preside Chris Nicholls. Dopo i 14 anni le differenze si assottigliano e non c’è alcun bisogno di affrontarle in classe». I risultati degli ultimi 10 anni danno ragione al preside.
La lacuna iniziale tra maschi e femmine nel livello di apprendimento è andata sempre più assottigliandosi.