La scuola di domani al giorno d’oggi

Al Castello di Nervi con il convegno «Cambiamo la scuola», realizzato dall'associazione culturale VoltarPagina, inizia un nuovo corso che interessa tutti. È dovuto anche al nuovo Comitato di gestione di cui è responsabile Francesca Montalto che non vuole privilegiare lobby associative. «Che mondo lasceremo ai nostri figli?». Questa frase secondo Andrea Del Ponte, professore di latino e greco al Liceo D'Oria e uno dei quattro relatori al convegno, potrebbe mutuarsi in modo ancor peggiore: «Che figli lasceremo in questo mondo?».
Nell'introdurre i lavori Francesco Carleo, presidente del Municipio IX Levante, si è soffermato sul tema del rispetto verso i docenti necessario al ricupero della scuola, ma anche su una moralizzazione auspicabile nelle famiglie ancor prima che nella scuola. «I genitori tornino con severità ad educare i figli al poco, alla rinuncia, alla condivisione, alle regole, perché i figli cercano nel branco tutto quello che famiglia e scuola non sanno dare». Come sia cambiata la scuola elementare e vi sia «emergenza educazione» lo ha testimoniato Tiziana Notarnicola, che insegna in Albaro: ha evidenziato le fonti alternative del sapere che spesso nell'attuale approccio sono negative, da Internet alle Play Station a You Tube. «Ci prometteva una scuola seria il ministro Fioroni che si potrebbe chiamare er bugia - ha detto Umberto Barabino, professore al Fermi. - Come poteva realizzarla con un Pd condizionato dalla sinistra del vietato vietare, del voto politico?».
Ha concluso Del Ponte, ripercorrendo le tappe del «disastro scuola» dall'istituzione della media unica fino al cavallo di troia dell'autonomia che ne rappresentò la tomba con l'abolizione dei programmi nazionali. La nuova scuola, da lui auspicata, dovrà avere al centro «il concetto di scelta, con il privilegio di scegliere in base alle capacità per non imporre le forche caudine di un'istruzione standard. La scuola da realizzare ma dovrà avere insegnanti validi, decoro e pulizia dei locali, efficienza degli operatori, correttezza degli studenti».