Scuola, il ricatto di Veltroni: via i tagli e dialogo

Lettera del segretario Pd
ai ministri Tremonti e Gelmini per
chiedere di sospendere il decreto Gelmini e modificare le scelte di
bilancio su scuola e università.
In cambio Veltroni è disposto ad aprire "un tavolo a cui partecipino le parti sociali, il mondo della scuola e l'opposizione"

Roma - Il segretario del Pd, Walter Veltroni, ha scritto una lettera ai ministri Tremonti e Gelmini sulla questione dei tagli alla scuola e all’università in cui si chiede di "sospendere gli effetti del decreto Gelmini ormai approvato e di modificare con la Legge Finanziaria le scelte di bilancio sulla scuola e sull’università". Veltroni, allo stesso tempo, chiede di aprire "un tavolo al quale partecipino le parti sociali, il mondo della scuola e le forze di opposizione".

Il ricatto del leader Pd Un vero e proprio do ut des. Uno scambio di favoro. Altro che confronto, altro che concertazione, altro che dialogo. Della serie: qui si fa come dico io. La prima richiesta: la "sospensione degli effetti del decreto Gelmini ormai approvato". La seconda: "modificare con la legge finanziaria le scelte di bilancio sulla scuola e sull’università fatte in estate con la manovra triennale". Infine, la 'gentile' concessione del leader democratico: l’apertura di un tavolo di "confronto" con "le parti sociali, il mondo della scuola e le forze di opposizione" sul tema della scuola. Veltroni prova a dettare le condizioni: anche senza numeri e sostegno in parlamento, impugna la penna e scrive una lettera al ministro dell’Economia e al la collega all’istruzione. 

Il testo della lettera Secondo Veltroni, se c’è un settore su cui un Paese dovrebbero cercare di superare divisioni e polemiche per individuare le soluzioni migliori, è quello che comprende la scuola, la ricerca e l’Università. Partendo da un principio. E qui il diktat: "Investire su di esso maggiori risorse, non minori; quello di riqualificare la spesa, e non semplicemente di tagliarla - ha continuato Veltroni - poi seguendo un modo di procedere: quello, per l’appunto, di individuare soluzioni che siano condivise nel modo più ampio possibile e che proprio per questo risultino alla fine forti, incisive e durature nel tempo. Perchè non è possibile proseguire con la regola per cui ad ogni cambio di governo si mette mano al modo di funzionare di un settore decisivo per il futuro del Paese, per la vita di milioni di famiglie, di ragazzi, di insegnanti e professori". Infine la richiesta del segretario democratico: "Ciò che vi chiediamo è di esercitare una virtù che dovrebbe essere propria di ogni governo: quella dell’ascolto e dunque del confronto".