La scuola torna severa: boom di 5 in condotta

Gli effetti della riforma: nelle pagelle del primo quadrimestre record di valutazioni negative nel comportamento. Nei licei 7 studenti su 10
hanno almeno un’insufficienza e per la prima volta l’inglese raccoglie
più 4 della matematica

Roma - Pierino la peste frequenta di preferenza gli istituti professionali del Sud. Gli studenti di questo canale degli studi superiori si sono guadagnati il disonorevole titolo di maleducati, collezionando il maggior numero di cinque in condotta. I docenti hanno mostrato di apprezzare il voto anti bulli, «colpendo» oltre 30.000 studenti.

Aumenta in generale la percentuale delle insufficienze accumulate dai ragazzi nelle diverse discipline. Il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, ha reso noti i risultati degli scrutini del primo quadrimestre per le medie, le superiori e anche quelli relativi alle iscrizioni alla prima elementare.

Dati molto attesi in entrambi i casi. Per la prima volta infatti il voto sul comportamento comporterà la bocciatura certa in caso di insufficienza. Per le iscrizioni alla prima elementare la novità è rappresentata dall’introduzione del maestro unico di riferimento con nuovi modelli orari. Le famiglie si sono trovate di fronte a una maggiore possibilità di scelta: 24, 27, 30 o 40 ore settimanali. Si tratta di dati non definitivi basati su un campione di circa 900 scuole. Il modello orario più ridotto, quello di 24 o 27 ore, è stato richiesto da una famiglia su dieci. Il modello di 30 ore è quello più gettonato, scelto da sei famiglie su dieci. Il tempo pieno, 40 ore, registra un lieve aumento ed è richiesto da 3 famiglie su dieci. La Gelmini sottolinea che «in tutti i modelli orari è comunque previsto il maestro unico di riferimento, figura indispensabile per la formazione del bambino così come accade in tutti i Paesi europei».

Come era prevedibile il ritorno del voto in condotta e la valutazione in decimi al posto dei giudizi ha comportato una maggiore severità nella determinazione del voto. Nelle superiori sono aumentate le insufficienze: il 72 per cento degli studenti ne ha riportata almeno una, lo scorso anno erano il 70,3. Purtroppo i risultati più negativi continuano ad essere registrati negli istituti professionali con l’80 per cento degli studenti con almeno un’insufficienza, come l’anno scorso. Negli istituti tecnici va sottolineato un peggioramento dal 76,4 al 78,1. Male gli artistici e gli istituti d’arte: 77, 2 contro il 73,8 dell’anno precedente. Va peggio per gli ex magistrali che salgono a un 70,9 di studenti con insufficienze contro il precedente 57,6. Meglio i licei scientifici che pure hanno più della metà degli studenti con valutazioni sotto la sufficienza: 64,5 contro il 60,1 di un anno fa. Poi i classici: 60,1 contro il 57,6. E infine i licei linguistici dove il 59,9 ha avuto insufficienze contro il 67,4 del 2007/2008. Purtroppo anche in campo scolastico è sempre il Sud a fare più fatica. Ad esempio se si analizza il dato sulle insufficienze relativo al classico al Nord abbiamo il 55,5 per cento di alunni con insufficienze; al Centro il 62,4; Sud ed isole addirittura il 63. Quali sono le materie più ostiche? Prima di tutto la lingua straniera: 63,3 per cento sotto la sufficienza. Seguita subito dopo dalla matematica, disciplina che registra un 61,1 di insufficienze, incredibilmente in diminuzione dal 62,4 dello scorso anno.

Sono 34.311 gli alunni che hanno avuto un comportamento così scorretto da guadagnarsi un cinque in condotta. Di questi 8.151 ha avuto l’insufficienza soltanto in condotta. La maggioranza delle insufficienze si rileva negli istituti professionali e al Sud. Nei licei classici e scientifici sono in tutto 3.000 i ragazzi con l’insufficienza in condotta. Si distingue il meridione purtroppo in negativo. Sono 15.683 i ragazzi col cinque, o meno, in condotta. Nelle isole, 5,677; al centro, 5.777; al nord 7.174.

Alle medie il 46 per cento ha incassato l’insufficienza in almeno una disciplina. Cinque e quattro spalmati in modo abbastanza omogeneo fra le principali materie: 59,7 in matematica, 54 in inglese, 51,4 nella seconda lingua comunitaria e 51,1 in storia.