Scuola, tornano i voti in pagella: si boccia con il 5 in condotta

Tre importanti novità per la
scuola. Il Consiglio dei ministri ha approvato
il decreto che ripristina, il voto in condotta, lo studio
dell’educazione civica e i voti accompagnati da
un giudizio

Roma - "Tre importanti novità per la scuola che inizia il primo settembre". Il ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini, al termine del Consiglio dei ministri, ha annunciato così l’approvazione dei provvedimenti che reintroducono lo studio dell’educazione civica, il voto in condotta e i voti accompagnati da un giudizio "esplicativo dei risultati ottenuti".

Le novità contro il caro libri La Gelmini ha anche anticipato che presto saranno portati in Consiglio dei ministri dei provvedimenti per istituire il maestro unico alle elementari, sul quale oggi il governo ha già dato "parere favorevole", e per contrastare il caro libri. La novità sarà, infatti, prevista nel piano programmatico per la scuola nell’applicazione della Finanziaria. Altro fronte aperto quello del caro libri: "Molti ministri, e in particolare il presidente Berlusconi, vogliono aiutare le famiglie - ha detto la Gelmini - Per questo sarà previsto un forte incentivo del governo per non cambiare i libri se non strettamente necessario. Materie fondamentali, come italiano o la matematica, non cambiano". Il ministro ha accennato anche all’introduzione di un parametro temporale, da 3 a 5 anni, entro il quale "i libri non possono essere cambiati".

Regole certe in classe Tornano i voti sulle pagelle degli studenti italiani. "Crediamo che alla scuola - ha detto il ministro Gelmini - serva chiarezza. Per questo ci sarà un ritorno dei voti accompagnati dai giudizi che saranno esplicativi del risultato raggiunto dai ragazzi". Un passo importante verso una scuola che mette al centro l'istruzione e la disciplina. Con il 5, infatti, l'alunno sarà bocciato e, più in generale, il voto farà media nella valutazione complessiva dello studente. Il provvedimento era stato annunciato nelle scorse settimane dal ministro ed è stato ufficializzato oggi a Roma: "Gli studenti saranno valutati certamente in base ai risultati conseguiti nelle singole materie - ha detto la Gelmini - ma il voto in condotta è una risposta necessaria ed urgente al moltiplicarsi degli episodi bullismo che purtroppo si verificano nelle nostre scuole". Con la condotta si rivede, nelle scuola primaria, il voto numerico accanto al giudizio: "Nella scuola serve chiarezza e compete agli insegnanti il compito definire livello di apprendimento dei ragazzi - ha continuato il ministro - i voti accompagnati dai giudizi saranno esplicativi del risultato conseguito". Per la Gelmini si tratta di "provvedimenti molto importanti che ci aiutano a ripristinare ordine e chiarezza". Presto, infatti, nelle scuole elementari potrebbe anche tornare il maestro unico, che "risponde all’esigenza pedagogica che i bambini abbiano un punto di riferimento: su questo il Consiglio dei ministri ha espresso parere favorevole".

Ritorna l'educazione civica Dal prossimo anno scolastico nella scuola italiana torna, obbligatoria, l’educazione civica: si chiamerà Educazione alla Costituzione e alla Cittadinanza e, con questa, verrà introdotta la formazione alle regole della strada e all’ambiente. "La scuola - ha detto la Gelmini - deve rimettere al centro la persona e preparare i ragazzi ad essere cittadini consapevoli dei diritti e dei doveri e conoscitori dei principi costituzionali".

Il maestro unico La Gelmini ha, infine, confermato la volontà di tornare nella scuola elementare al maestro unico, archiviando così l’esperienza del "modulo". "Il Cdm ha espresso parere favorevole a questa misura", ha detto il ministro, spiegando che verrà presentata "all’interno del piano programmatico sulla scuola per applicare la Finanziaria che con il ministro Tremonti stiamo ultimando proprio in queste settimane". Secondo il governo il provvedimento, soprattutto nei primi tre anni di elementari, "risponde all’esigenza pedagogica che i bambini abbiano nel maestro unico un punto di riferimento".