Lo sdoganamento di Titoconquista persino Spielberg

<div>Boom in Croazia del documentario tv di Zafranovic sul dittatore. E il guru di Hollywood vuol farne un film con De Niro e Stallone</div>

Il regista croato di sinistra, un documentario televisivo su Tito «dal volto umano» e la volontà di Steven Spielberg di girare un film sul fondatore della Yugoslavia, con attori del calibro di Robert De Niro o Sylvester Stallone, potrebbero mescolarsi per portare sui grandi schermi la storia di Josip Broz. E scatenare un mare di polemiche.

Lordan Zafranovic, classe 1944, nato nell’isola dalmata di Solta, è il discusso regista croato che ha prodotto per la tv di Zagabria un documentario in dieci puntate su Tito raccontato da chi l’ha conosciuto. La prima puntata ha conquistato il 10 per cento dei telespettatori, che in Croazia è un risultato fuori dal comune per questo genere. Tito, gli ultimi testimoni è secondo il regista «né di destra, né di sinistra, ma un serial che ha in primo piano l’emozione. Volevo mostrare il fondatore della Yugoslavia come essere umano, come una persona che può sedere tranquillamente al nostro tavolo di famiglia». Per farlo ha raccolto documenti e intervistato un centinaio di testimoni.

La nuova Croazia, però, non è la vecchia Yugoslavia comunista e Zafranovic si è attirato una valanga di critiche. I più infervorati e nazionalisti accusano il regista «di essere un disertore (della guerra di secessione, ndr) che durante il periodo comunista lodava il regime». Dall’altra parte della barricata si erano mobilitati, pronti anche ad una colletta per fargli concludere le riprese, i vecchi arnesi della seconda guerra mondiale che hanno combattuto al fianco di Tito.

Zafranovic, che negli anni settanta faceva parte della scuola di Praga assieme a futuri personaggi del calibro di Emir Kusturica, ha rilanciato. «Spielberg qualche anno fa aveva confidato a Lordan che era molto interessato a Tito come soggetto di un film», spiega al Giornale, Olujka Jasprica, l’agente del regista croato. «Su 200 ore di girato ne abbiamo utilizzate dieci per il serial sulla tv croata. Il nostro materiale, che stiamo traducendo per il mercato internazionale, può servire al progetto di Spielberg» fa notare il braccio destro di Zafranovic. Quello che forse non coinciderà è l’intenzione, come per la tv croata, «di presentare Tito soprattutto dal lato umano e non solo come leader politico. Non interpretiamo, nè censuriamo i testimoni che parlano di lui». L’agente sorvola sul fatto che il maresciallo jugoslavo era pure un boia che fece massacrare migliaia di prigionieri di guerra croati, serbi, sloveni e costrinse gli italiani dell’Istria e della Dalmazia all’esodo a colpi di foibe.

«Lo stesso Spielberg aveva rivelato che nel ruolo del fondatore della Yugoslavia erano interessati grandi attori come Robert De Niro e Sylvester Stallone» sottolinea Jasprica. Il controverso regista croato considerato un radicale di sinistra si è cimentato nella sua carriera in film sulla seconda guerra mondiale e pellicole erotiche. A Cannes, nel 1979, ha conquistato una nomination per L’Occupazione in 26 immagini, un drammone sul conflitto del 1945 raccontato attraverso dei giovani amici. Zafranovic ha sempre provocato giudizi opposti nella critica, da «pornografo» a «uno dei grandi maestri del cinema yugoslavo». Il suo tratto è mescolare la politica e l’erotismo e pure per Tito sui grandi schermi vorrebbe raccontare il defunto dittatore attraverso gli occhi delle donne che lo hanno conosciuto. Il regista è stato influenzato da Pierpaolo Pasolini, Luchino Visconti e Bernardo Bertolucci, ma in Croazia molti lo vedono come un traditore della patria nostalgico della vecchia Yugoslavia. La sua agente insiste sulla «emotività» e sul racconto di un Tito dal volto umano, che farà andare su tutte le furie i rappresentanti degli esuli italiani dall’Istria, Fiume e Dalmazia. Secondo Zafranovic è «impossibile immaginare la storia del XX secolo senza Tito. Il mondo sarebbe stato diverso». Questo è certo per gli italiani che sono stati gettati in foiba dai suoi partigiani.

A Zafranovic viene opposto il regista Antun Vrdoljak, che con ingenti finanziamenti statali ha girato, sempre per la tv croata, una serie storica su Tito che denuncia i crimini del maresciallo. Vrdoljak si vanta di aver stappato una bottiglia di champagne dopo la morte del padre-padrone della Yugoslavia nel 1980.
Zafranovic non demorde e la sua agente conferma a il Giornale: «Vogliamo mettere in cantiere una pellicola per le sale cinematografiche coinvolgendo Spielberg. Però Lordan punta più ad un film documentario, piuttosto che ad un kolossal hollywoodiano».

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