Se le alluvioni seguono sempre lo stesso copione

Nell’arco degli ultimi 60 anni (1951-2011) le alluvioni che hanno colpito la nostra città sono state cinque, tutte rovinose, con gravi danni alle persone e alle cose e sempre con gli stessi protagonisti: il torrente Bisagno e i torrenti minori quali il rio Fereggiano a Marassi, lo Sturla a est e il Leira a ovest. Iniziamo definendo con precisione i termini («nubifragio»/«alluvione»). Il «nubifragio» consiste in una pioggia violentissima, con eventuali rovesci di grandine, accompagnata da furia di vento, mentre per «alluvione» si intende una quantità di precipitazioni tale per cui un corso d’acqua rompe gli argini e straripa inondando la zona circostante.
La prima alluvione risale al giorno 8 novembre 1951 quando, in seguito a piogge incessanti iniziate il giorno 5 e a due nubifragi quasi consecutivi di estrema violenza, il Bisagno straripò causando molti danni; la pioggia continuò a lungo, poi il giorno 11 a peggiorare la situazione si abbatté una bufera di vento da sud-ovest (Libeccio) e si verificò una tempesta di mare a causa della quale le strade litoranee di Genova furono allagate; la linea ferroviaria Genova - Ventimiglia e la Via Aurelia furono interrotte in molti punti da numerose frane. La seconda alluvione risale al 19 settembre 1953, preannunciata fin dal giorno 15 da piogge e temporali, e nei giorni successivi da violenti nubifragi (ben tre) che presto si mutarono in alluvione che colpì soprattutto la parte centro-orientale della città. L’alluvione colpì inoltre l’entroterra, Torriglia, Crevasco e la Riviera di Levante, investendo le località di Recco, Chiavari, Sestri Levante con vittime e danni.
La terza alluvione risale al giorno 8 ottobre del 1970; le modalità furono sempre le stesse: vento di mare, questa volta da sud-est (Scirocco), con un preavviso molto più breve anche se intenso, poiché il nubifragio si scatenò soltanto alla sera del giorno 7 ma durò, anche se con un breve intervallo, fino alla mattina successiva; dopo un lungo e violento temporale, alle 14 il Bisagno straripò e l’alluvione fu intensa e rovinosa e causò morti, feriti e ingenti danni; la parte più colpita fu ancora la parte centro-orientale. Le acque travolsero numerosissime automobili; molte altre si accatastarono l’una sull’altra con onde alte due metri. Fu pure colpita duramente la periferia occidentale, soprattutto Voltri, dove il torrente Leira straripò ed un’altissima onda causò morti e feriti; i millimetri di pioggia caduti furono 530. Il 27 settembre 1992 si abbatté sulla città un vero tempaccio: tre nubifragi consecutivi preceduti da un lunghissimo temporale si tramutarono in alluvione, caddero dalle 11 alle 19.30 ben 468 millimetri di pioggia; il torrente Sturla esondò e il Bisagno tracimò.
Anche per l’alluvione che si è abbattuta sulla nostra città il 4 novembre di quest’anno, le modalità sono sempre le stesse: prima una pioggia intensa con temporale (serata del 3 novembre), poi violento nubifragio (iniziato alle 10.30 del giorno seguente), seguito da un’improvvisa alluvione causata dal rio Fereggiano, che ha fatto letteralmente esplodere la strada che lo ricopre, e dal Bisagno. Era presente come al solito un forte vento di scirocco, che ha causato una potente mareggiata, rallentando così il defluire dell'acqua del Bisagno nel mare. La pioggia è caduta veramente a macchia di leopardo sul territorio di Genova, perché ai 500 mm. che hanno inondato Quezzi ne sono corrisposti appena un centinaio, o anche meno, nella zona occidentale della città.
*meteorologo