Se dal calcolatore nascono 100mila miliardi di poesie

Anche l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare partecipa al Festival della Scienza di Genova con un allestimento che si compone di tre installazioni interattive ispirate a temi della fisica delle particelle e realizzate con la collaborazione di videoartisti italiani. «L'essenziale è invisibile agli occhi» è una collezione di luoghi da esplorare e in cui immergersi per conoscere, meravigliarsi e partecipare divertendosi all'avventurosa sfida della conoscenza.
Così un concetto difficile da immaginare come un «Universo a quattro dimensioni» prende forma in una rete che ci avvolge e che la nostra presenza riesce a deformare in un'installazione dedicata allo Spazio-Tempo e allestita nel cortile di Palazzo Ducale. Sempre nel centro storico, presso Palazzo della Meridiana, una suggestiva installazione mostra come gli sviluppi della ricerca in fisica fondamentale permettano di guardare l'invisibile svelando, su uno schermo che si anima a contatto con il visitatore, la struttura intima delle cose. («Vedere l’invisibile»). Chiude il percorso «Poesia fatta a mano» un’installazione inedita frutto della collaborazione tra l’Infn e l'artista torinese Ennio Bertrand ispirata alla rete di calcolo planetaria Grid e alla poesia combinatoria di Raymond Queneau. L'opera, che si trova nel cortile d'ingresso della Nuova Biblioteca Universitaria, ha come spunto tematico la crescente digitalizzazione del mondo e le straordinarie applicazioni della fisica delle particelle alle tecnologie informatiche del futuro. In particolare nasce con l'obiettivo di rappresentare artisticamente un’idea straordinaria della ricerca fondamentale, che influenzerà le nostre vite al pari, o forse più, del web. Si tratta della Grid, una rete planetaria di calcolo che consente di analizzare i miliardi di gigabyte di dati prodotti dall'esperimento Lhc, al Cern di Ginevra, ma anche di fare previsioni climatiche, economiche e di elaborare informazioni con la potenza di migliaia di calcolatori. Con l’installazione «Poesia fatta a mano» l'artista trae spunto dalla poesia combinatoria, interpretando liberamente il testo «100 mila miliardi di poemi» dello scrittore francese Raymond Queneau. L’opera ha una struttura che permette di creare poesie partendo da una base di 10 sonetti e combinando liberamente le singole frasi. In questo modo è possibile realizzare fino a 100 mila miliardi di sonetti diversi, affidando al lettore la realizzazione stessa del testo finale e la sua rigenerazione continua.
Un elemento peculiare dell'installazione Poesia fatta a mano - che la distingue dall'idea originaria di Queneau - è la necessità della cooperazione tra soggetti distribuiti nello spazio: una caratteristica fondamentale anche della rete di calcolo Grid. La composizione dell'opera poetica non è infatti possibile senza l'intervento di più partecipanti, che dovranno coordinare la loro azione per ascoltare lo svilupparsi della poesia, frase dopo frase.