Se hai l’auto inquinante il governo ti tassa 2 volte

Bollo più caro per le vetture non Euro4. Che però sono obbligate a verificare i gas di scarico ogni anno. Con una spesa che arriva a 29 euro

da Milano

Chi ha un’auto «considerata» inquinante dovrà pagare una doppia tassa. Una sull’inquinamento presunto, legato all’anno di immatricolazione e alla cosiddetta «classe ambientale» (Euro0, Euro1 ecc.) e un’altra per dimostrare che, in realtà, la propria autovettura non inquina. Il doppio regalino, con tanto di controsenso, è l’ennesimo regalo che la Finanziaria 2007 ha portato in dono agli automobilisti.
Tutte le automobili non Euro4, infatti, sono state penalizzate volutamente a causa dei cosiddetti «requisiti antinquinamento». In pratica, perché secondo il governo, quelle auto (il 90% circa di quelle circolanti) inquinano di più. La stangata sul bollo è stata consistente. I vecchi 2,58 Euro a Kw sono rimasti invariati solo per le famose Euro4. Chi ha un auto Euro3 dal primo gennaio dovrà pagare 2,7 euro a Kw, 2,8 euro per le Euro2, 2,9 euro per le Euro1 e 3 euro a Kw per le Euro0.
Già. Ma parallelamente al bollo, gli automobilisti di gran parte delle città italiane sono obbligati a sottoporre a controlli gli scarichi della propria auto: si tratta del cosiddetto «bollino blu», ovvero dell’analisi dei gas di scarico dei veicoli in vigore nel 1998 per rendere «obbligatorio il controllo periodico dei dispositivi di alimentazione e di combustione di un veicolo» e adottato dalle amministrazioni che cercano di ridurre così l’inquinamento atmosferico. Il «bollino blu» è obbligatorio per «gli autoveicoli immatricolati dal 1° gennaio 1970 al 31 dicembre 2002» (quelli immatricolati nel corso del 2003 saranno sottoposti alla prima revisione nel 2007, ndr) e per gli autoveicoli «immatricolati dal 1° gennaio 2004 che abbiano percorso più di 80.000 km». Dall’obbligo del controllo sono esclusi soltanto gli autoveicoli «storici», cioè quelli individuati dalla circolare della Direzione generale della Motorizzazione n°98/90 del 27 luglio 1990.
Il costo del bollino blu, che in pratica attesta «il contenimento delle emissioni inquinanti» passa dai 10,33 euro del Lazio ai 12 euro della Lombardia fino ai 29,30 euro del Lazio per le autovetture «a doppia alimentazione immatricolate fino al 31 dicembre 1987».
La certificazione, che va effettuata dopo 1 anno dalla prima immatricolazione e successivamente ogni dodici mesi, rappresenta in pratica una vera e propria tassa anti-inquinamento, che però non evita all’automobilista di pagare, per il proprio bollo auto, fino a 0,42 euro per Kw in quanto auto considerata inquinante. L’ennesimo controsenso diventato legge con la Finanziaria.
Non solo. Il mancato controllo dei gas di scarico comporta una sanzione amministrativa fino a 300 euro. E non è detto che tutte le automobili riescano a superare i controlli, anzi. In quel caso, oltre ai soldi per il «bollino blu», il malcapitato automobilista dovrà sborsare altri euro per mettere in regola gli scarichi dell’automobile. Ma tutti questi sforzi non serviranno a sfuggire dalla tagliola del caro bollo auto introdotta con la Finanziaria. E all’automobilista, come sempre, tocca solo pagare.
felice.manti@ilgiornale.it