Se l’atomo fa esplodere l’ignoranza

In Giappone è esplosa la violenza della Natura; in Italia e in buona parte del mondo occidentale sono invece esplose la violenza della disinformazione e quella dell’ignoranza.
Diciamo subito che finora di fuoco prodotto da esplosivo nucleare non c’è alcuna traccia. I fuochi che si sono visti in televisione a Fukushima sono tutti fuochi di natura elettromagnetica (come quelli delle nostre candele a olio o petrolio e dei nostri fiammiferi). Di fuoco nucleare: zero. Per quanto riguarda le emissioni di sostanze radioattive, sono state tenute sotto controllo essendo i reattori giapponesi ben protetti e non essendo stati commessi errori come quelli madornali che i tecnici (raccomandati politici) dell'Urss fecero nei primi tre giorni del disastro di Chernobyl. Ecco perché ciò che sta accadendo a Fukushima non ha alcun legame con Chernobyl. Ed è fuori discussione che si possano formare strutture nuvolose in grado di fare il giro del mondo come ai tempi di Chernobyl.
Lo stato attuale dei dieci reattori della centrale di Fukushima - la cui potenza totale è di 9 miliardi e 100 milioni di Watt - è il seguente: sette erano operativi, tre fermi per lavori di manutenzione; in uno di questi (il numero quattro) è scoppiato un incendio subito domato, ma con problemi di cui si sta occupando una squadra di specialisti. Dei sette operativi tre hanno subito, per via dello tsunami, l'allagamento del sistema di raffreddamento. Il problema è oggi quello di continuare a raffreddare il cuore dei tre reattori che hanno subito il blocco del sistema di raffreddamento. Quando si spegne un reattore a fissione, il cuore continua a produrre circa il 6% del calore totale. Il fuoco di fissione nucleare non si può mai spegnere. Ecco perché un reattore spento va sempre tenuto sotto il controllo dei sistemi di raffreddamento. Quando ci sono situazioni di emergenza il livello di temperatura del cuore del reattore può raggiungere valori talmente elevati da spezzare le molecole d'acqua (fatte con due atomi di Idrogeno e un atomo di Ossigeno). È così che viene fuori l'Idrogeno, responsabile delle esplosioni; le quali non sono di natura nucleare ma elettromagnetica. Il che vuol dire un milione di volte meno potenti del fuoco nucleare. L'Idrogeno brucia infatti di fuoco atomico, non nucleare.
I due fuochi non vanno confusi. Ne riparleremo su queste colonne, anche per rispondere a chi pensa e dice che possono esistere altri tipi di fuochi più convenienti per il futuro dell'umanità. Noi pensiamo di avere capito tutto sul fuoco. Ed escludiamo che possano esistere altri fuochi oltre ai tre noti: elettromagnetico, nucleare e di annichilazione.
Torniamo alla disinformazione. Le immagini della furia devastante causata dal terremoto e dal conseguente tsunami sono state associate alla paura del nucleare. Come se la furia distruttrice, prodotta dal terremoto sottomarino che ha toccato il livello nove della scala Richter, fosse legata alla potenza delle 53 Centrali Nucleari di cui si è dotata la Nazione che nel 1945 subì la tragedia delle due bombe a fissione nucleare: Hiroshima e Nagasaki. Qui è bene ricordare ciò che disse l'Imperatore del Giappone quando nel 2007 si celebrò a Tokyo il centenario del padre della Fisica Nucleare Teorica, il più grande fisico giapponese, Ideki Yukawa. Nel suo discorso l'Imperatore Akihito volle nettamente distinguere le bombe nucleari dalle candele (reattori nucleari), elogiando l'enorme contributo che le candele nucleari avevano dato al formidabile sviluppo tecnologico e civile del Giappone. A chi scrive venne allora dato il privilegio di tenere la lezione di apertura delle celebrazioni del Centenario di Yukawa che in Giappone è un mito in quanto l'energia nucleare di pace non avrebbe potuto esistere senza le forze nucleari ipotizzate da Yukawa.
La lezione che dobbiamo trarre dalla tragedia che ha colpito il Giappone non è la «paura del nucleare» ma l'alto livello di civiltà e disciplina della popolazione e l'estrema competenza nell'uso dei sistemi di sicurezza di cui i tecnici giapponesi hanno saputo dar prova, pur avendo reattori di prima generazione. L'esatto contrario è occorso a Chernobyl, dove i guai furono tutti causati dagli incredibili errori dei tecnici di quella centrale. I tecnici di Fukushima non hanno commesso alcun errore nelle operazioni di emergenza per far fronte alle terribili scosse telluriche e alle devastazioni prodotte dalle onde marine generate dallo tsunami. Oggi siamo alla terza generazione di centrali, i cui livelli di sicurezza sono molto più elevati. Poi ci sono le centrali della serie ISR (Intrisecally Safe Reactors) di cui si parla poco.
Il terremoto dell'11 marzo ha tre caratteristiche di estrema eccezionalità: l'incredibile potenza già citata, la durata del terremoto e l'estensione dell'epicentro sismico. Il terremoto causato dalla rottura del pezzo di crosta terrestre detta «Pacific Ocean Plate», è durato ben trecento secondi; il suo epicentro non è localizzato su una piccola zona ma esteso su un'area di ben centomila chilometri quadrati. Ecco l'origine dell'enorme tsunami.
L'unico errore con la Centrale Nucleare di Fukushima, lo hanno fatto i responsabili dell'ingegneria civile che hanno progettato il muro di protezione contro eventuali tsunami con altezza di cinque metri, mentre l'onda dello tsunami essendo alta dieci metri ha sommerso i sistemi di emergenza per il raffreddamento del reattore. A parziale giustificazione dei progettisti c'è il fatto che un terremoto di queste dimensioni e intensità non si era mai verificato negli ultimi quattrocento anni. L'altro fatto ancora più sorprendente è che lo tsunami conseguente ha prodotto onde alte fino a venti metri con una potenza di penetrazione nella terraferma di ben tre chilometri. Studi geologici e documenti storici dicono che uno tsunami così gigantesco non si era mai visto nel corso degli ultimi millecentoquarantadue anni. Nessuna di queste condizioni può verificarsi in Italia.