Se la Liguria non cambia è inutile parlare di turismo

(...) che lo specifico settore ha messo a segno nelle realtà locali a noi vicino. Mi riferisco alla consolidata Toscana, alla new entry Lombardia e a quella che più ha saputo stupire il mercato per varietà e capacità di creare valore, a volte quasi dal nulla, il Piemonte. Il filo conduttore che lega queste tre diverse esperienze regionali è la capacità degli operatori e degli abitanti di trasmettere un messaggio chiaro al turista frequentatore «per un giorno» della loro terra.
L’amore per la propria terra e la «stramaledetta» voglia di coinvolgere il visitatore nelle loro cose sono il condimento necessario per fare del turismo culturale di successo. Questo da noi non accade perché la gente di Liguria vive il turista come un intruso. Magari fosse «solo» una questione di prezzi troppo alti e di strutture scadenti.
Il problema è molto più complesso. Si tratta di riqualificare quasi in toto il personale addetto ai lavori e di rendere partecipe tutta la popolazione di quello che è il messaggio culturale che la regione (intesa non come istituzione) od anche un piccolo borgo, vogliono esprimere. Sbagliata la scelta di spendere un sacco di soldi per opere «temporanee» (un vero suicidio in nome del radical chic dove bisogna per forza apprezzare perché qualcuno dice che a New York o a Londra usa così…. 2004?) prive di seguito ed inutilizzabili per creare un sentimento culturale duraturo nella popolazione che, al contrario, a volte fanno nascere un curioso senso di estraneità negli abitanti stessi.
Per avere un turismo di successo, la condizione necessaria è che il fenomeno sia «vissuto» dagli indigeni, quindi da tutti noi. In altre parole il turismo deve ripartire dalle genti di Liguria. Per piacere agli altri, bisogna prima piacere a se stessi! Nel bene o nel male siamo noi quelli che possiamo determinare una svolta significativa, per qualità e per quantità, di tutto il movimento.
Il turismo è uno dei pochi comparti dell’imprenditoria dove il successo economico deriva fortemente dall’atteggiamento della gente e non solo dalla bravura dall’operatore agente. Il motivo conduttore per una seria campagna a favore del turismo in Liguria potrebbe essere quello di una compiuta conoscenza del nostro territorio attraverso massicce campagne pubblicitarie private ed istituzionali rivolte al popolo ligure. Nello stesso tempo iniziare a valorizzare i giacimenti culturali delle zone periferiche come autentiche ed inesplorate nicchie di valore. Le difficoltà sono enormi, è vero, ma il tempo sta per scadere.