Se il Ruchè ha voglia d'invecchiare

U na storia antica e giovane al contempo quella dell'azienda Ferraris, nel Monferrato. Luca Ferraris da poco meno di vent'anni produce e imbottiglia i vini con le uve delle vigne che la sua famiglia possiede e cura da quasi un secolo. Il nonno vendeva il vino in damigiane agli abitanti del circondario, il papà conferiva le uve alla cantina sociale, lui ora è alla guida di una realtà interessante, che si estende per 28 ettari (21 dei quali vitati), che produce circa 180mila bottiglie annue ed è l'azienda agricola a gestione famigliare più grande che si trova nell'area dei 7 comuni del Ruchè, uno dei vini piemontesi che più meriterebbero di essere riscoperti.

Ferraris, ad esempio, è la prima azienda dell'area a credere alle potenzialità di invecchiamento del Ruchè, un rosso solitamente considerato beverino, a cui ha dedicato Opera Prima, dall'etichetta «anticata» e con 24-32 mesi in tonneaux di rovere francese. Luca ha voluto dedicare questa bottiglia, e in particolare la prima annata 2011, al fondatore della cantina, nonno Martino.

In carta naturalmente ci sono anche espressioni più convenzionali del Ruchè: il Clasìc, floreale e delicato; e il «cru» Sant'Eufemia, che abbiamo assaggiato trovandolo piacevolmente «ciliegioso» al naso e con una bocca di frutta candita che lo rende così adatto all'accompagnamento di un feormaggio di media stagionatura durante un pic nic estivo.

Ci piace anche il Sensazioni, un bianco da uve Viognier, classificato Monferrato doc, dal naso che ha contenuti e fini richiami di frutta matura ed esotica e una bocca nervosa e raffinata.

In carta anche tre etichette di Barbera (due di Asti e uno del Monferrato), il Moscato d'Asti Giaj, la Malvasia di Casorzo doc Dulcis in Fundo e il Passito da uve aromatiche Sole.