Se la scienza dimentica il buonsenso

Ma dov’è finito il buonsenso? Non sempre gli scienziati hanno la risposta giusta. Prendete l’ultima notizia inglese: il governo sta per declassare l’ecstasy da droga di classe A, a droga di classe B. L’abbiamo letto, l’abbiamo visto, l’abbiamo scritto: ormai tutti sanno che le droghe sintetiche sono pericolose e provocano danni permanenti. Però siccome una statistica scientifica dice che la percentuale di danno è inferiore a quella di altre droghe, allora si può declassare. Il che significa dire che se un assassino ammazza meno persone di un altro può uscire prima di galera. Il problema è che assassino è e rimane.
Che l’ecstasy sia letale lo dicono anche gli scienziati che provocheranno la decisione del governo britannico. Lo dicono, ma siccome riducono tutto a qualche numero, hanno deciso che il pericolo è ridotto. È un segnale allarmante, perché l’Inghilterra così abbassa la guardia di fronte a un nemico tosto. Il mercato delle droghe sintetiche è in costante aumento in Europa: declassare l’ecstasy significa ridurre le pene per consumatori (in Inghilterra la normativa in vigore punisce anche loro) e spacciatori. Che cosa succederà? È facile che l’Inghilterra si ritroverà con le vendite schizzate e con molti problemi in più. Aumenteranno i consumatori e si riempiranno le comunità, racconteremo storie di giovani con i neuroni bruciati da una pasticca. La statistica dirà probabilmente che i morti aumenteranno. E allora? Bisogna aspettare il morto per prendere una decisione di buonsenso? Qui poi non bisogna prendere alcuna decisione, anzi bisogna solo lasciare tutto com’è.
Il rischio è che altri governi imitino poi quello di Londra che già sbagliò decenni fa quando decise di declassare (da B a C) la cannabis, salvo poi fare marcia indietro. Ci vorrà una tragedia per capirlo?