Se Terlaner si confronta con il mondo

H anno il pallino di fare grandi vini da invecchiamento quelli della cantina Terlano, una delle realtà cooperative più importanti dell'Alto Adige e quindi dell'Italia. E non a caso amano confrontare le loro più nobili etichette con i grandi vini provenienti dal resto del mondo. Come hanno fatto nel corso di un miniciclo di degustazioni andata in scene pochi giorni fa proprio in cantina. La Gran Cuvée 2015, giunta alla sua quarta annata e creata proprio per conquistare i winelover di tutto il mondo, è stata degsutata calice a calice con alcuni dei migliori vini bianchi di Francia, Germania, Svizzera, Stati Uniti e Australia. Roba come il Montrachet 2014 di Romanée Conti, l'australiano Giaconda Estate Chardonnay 2015, l'americano Belle Côte Chardonnay 2015 di Peter Michael, lo Chardonnay Bienenberg Grosses Gewächs 2015 di Bernard Huber e tanti altri.

La Grand Cuvée se l'è cavata alla grande, non stupendo gli amanti di questo Pinto Bianco che viene innervato da un 7 per cento di Chardonnay e da un 3 per cento di Sauvignon vendemmiati separatamente, vinificati in botte di rovere grandi e assemblati nel febbraio del 2017. Il vino è ricco, dal naso agrumato e una piacevolissima nota affumicata e una bocca elegante, sontuosa, minerale, davvero unico. Procuratevene una bottiglia e dimenticatevela per qualche anno in cantina. Sarà un investimento di cui non vi pentirete.