«Seborga è uno Stato indipendente»

Ora non ci sono più scuse che tengano: Seborga è un regno autonomo, indipendente cioè dall’Italia e da qualunque altro Stato sovrano. Fa per conto suo, insomma, per tradizione storica mai messa in discussione da trattati o documenti ufficiali. Lo conferma sir Mckenney, della cancelleria del principato di Seborga, portavoce dei legittimi interessi dei discendenti dei Re di Gerusalemme: «Il tribunale internazionale dell'Aja - spiega sir Mckenney - ha definitivamente risolto il caso del principato: il riscontro del 6 giugno, protocollo numero 33456/06, ha sancito che non vi sono prove che appartenga all'Italia o altra potenza estera. E numerose prove e documenti autorevoli attribuiscono effettivamente la proprietà agli antenati della principessa Yasmin». Esteso per circa 14 chilometri quadrati, 366 abitanti, Seborga è un piccolissimo centro nell’estremo ponente ligure, inserito nella provincia di Imperia. Non accluso nel 1861 al Regno d'Italia, godente fino al 1946 del diritto di «nullius diocesis», pare che non esista nessun documento, in nessun momento storico, che attesti il passaggio allo Stato italiano. Il 10 marzo scorso i cittadini e il sindaco di Seborga hanno acclamato l'erede dei Re di Gerusalemme, Principessa Kathrin, che ha varato il «Regno di Seborga», dopo l'abdicazione di Giorgio. Nel frattempo il principato ha presentato un ricorso al tribunale internazionale dell'Aja per definire la situazione giuridica. E ora la cancelleria precisa che «il territorio è proprietà del legittimo discendente dei Re di Gerusalemme. Ove nessuno degli stretti congiunti di linea maschile della principessa Yasmin von Hohenstaufen Anjou Plantagenet non esercitino diritto di prelazione, in qualità di discendenti dei Re Anjou Plantagenets, ella è titolare del borgo di Seborga». Presidente Napolitano permettendo, naturalmente.