Il segreto dei due Giovanardi:noi a scuola vestiti da donne

Dopo le polemiche del senatore sui gay, il fratello: "Le suore a volte ci facevano indossare vestiti femminili"

Quei briganti di Giuseppe Cruciani e David Parenzo ne hanno fatta un’altra. Ieri a La Zanzara, su Radio 24, hanno alzato il telefono e hanno contattato Daniele Giovanardi, fratello gemello di Carlo (insieme nella foto). Via con le domande, via con le battute: che cos’ha il senatore Pdl contro i gay? Ma perché li attacca sempre? Che cosa c’è di inconfessabile nella sua vita che lo porta a essere così anti-omosessuale? L’altro Giovanardi, in tono con la trasmissione, ha risposto divertito: «Io e Carlo abbiamo frequentato le scuole insieme, dalle suore. Qualche volta ci vestivano da donnine per le rappresentazioni religiose. Anche durante carnevale quando ero al liceo mi divertivo come un matto a travestirmi da donna e ad andare in giro per Modena».
Daniele Giovanardi, che è responsabile del pronto soccorso all’ospedale civico di Modena, difende il fratello per la polemica sui gay e i baci in pubblico. «Se si estrapola una frase di un intero discorso chiunque si può impiccare - ha detto - e i media usano un sistema impietoso. Se mia figlia vede due suoi amici che si baciano in pubblico, come farebbe lei con il suo morosetto, potrebbe turbarsi e avere fastidio. Mio fratello non parlava solo degli omosessuali, ma di qualsiasi cosa fatta davanti agli altri».
Daniele si riferisce ovviamente alle polemiche scatenatesi dopo che il senatore Pdl ai microfoni di Radio 2 avevano paragonato un bacio gay in pubblico a fare la pipì per strada. Una frase che aveva scatenato immediatamente polemiche non solo da parte di chi, come Paola Concia (Pd), è dichiaratamente omosex tanto da aver sposato la compagna Ricarda Trautman, ma anche di donne di orientamento cattolico benchè di collocazione politica di centrosinistra come Rosy Bindi e Paola Binetti.
Ecco, per Daniele Giovanardi «è stata estrapolata la frase dal discorso solo per impiccare Carlo. È solo una questione di educazione e di buon senso. Non è corretto fare effusioni in pubblico. Se uno rutta e scoreggia a tavola non è educato e chiederei di non sedersi al tavolo con me. La stessa cosa per due persone che si baciano in pubblico. Ci vuole un minimo di riservatezza, di bon ton, anche per gli etero».

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