Il Sel di Vendola "lucra" sulla morte di Jobs Ma Nichi si arrabbia, per lui è troppo capitalista

In giro per Roma sono apparsi dei cartelli di Sel che ricordano il fondatore della Apple e lucrano sulla sua morte. Scoppia la protesta in rete e Nichi Vendola prende le distanze dall'accaduto e liquida tutto come un incidente percorso della federazione romana del suo partito. <strong>E la rete si scatena: <a href="http://www.ilgiornale.it/fotogallery.pic1?ID=3408" target="_blank">guarda le immagini</a></strong>

Da Che Guevara a Steve Jobs? Per qualche ora è sembrato che la sinistra di Nichi Vendola avesse deciso di passare dal rivoluzionario (con le armi) di Cuba al rivoluzionario (col mouse) di Cupertino. Il caso, riportato dal sito Dawblog, è questo: nella Capitale sono apparsi alcuni manifesti neri con la mela morsicata della Apple. Non ci sarebbe niente di strano, se la mela non fosse "cucinata" in salsa vendoliana. Al centro del simbolo della Apple la scritta: "Sinistra ecologia e libertà con Vendola" e sotto: "Ciao Steve". Alla faccia dello sciacallaggio: per portare acqua al mulino di Vendola la federazione romana di Sel scomoda pure i morti. E che morti. Perché alla fine dei conti Steve Jobs non è esattamente Karl Marx, ma un imprenditore che ha accumulato un capitale stupefacente, capitanato un bel numero di multinazionale, licenziato dipendenti e delocalizzato il lavoro per pagare meno la manodopera. In poche parole: un normale imprenditore. 

I manifesti hanno fatto velocemente il giro di blog e siti d'informazione, fino ad arrivare al presidente della Regione Puglia. Che pare non aver preso molto bene l'attacchinaggio creativo dei "compagni" romani. "Il genio di Steve Jobs ha cambiato in modo radicale, con le sueinvenzioni, il rapporto tra tecnologia e vita quotidiana. Tuttavia fare del simbolo della sua azienda multinazionale - per noi che ci battiamo per il software libero - un’icona della sinistra, mi pare frutto di un abbaglio". Ecco, appunto, il software libero. Che non c'entra proprio nulla con la Apple che con buona probabilità è il software più blindato del pianeta. Per intederci: Richard Stallman - che è il filosofo del software libero -, ha festeggiato la morte di Jobs comunicando al mondo la sua gioia per la scomparsa del re di Cupertino. Ma queste sono inezie. "Penso che il manifesto della federazione romana di SEL, al netto del cordoglio per la scomparsa di un protagonista del nostro tempo, sia davvero un incidente di percorso. Incidente tanto più increscioso in quanto proprioin questi giorni nella mia regione stiamo per approvare una legge che, favorendo lo sviluppo e l’utilizzo del software libero segna in modo netto la nostra scelta". Insomma Nichi licenzia tutto l'accaduto come lo scivolone dei vendoliani romani. Ma intanto lo sciacallaggio è stato fatto.