Il Senato taglia gli aumentidegli stipendi ai parlamentariRisparmiati 6 milioni di euro

Neutralizzato l'incremento che sarebbe scattato con la cancellazione dei vitalizi. A differenza del <strong><a href="/interni/i_tagli_trucco_politici_si_tolgono_1300_euro_ma_paga_resta_uguale/31-01-2012/articolo-id=569637-page=0-comments=1" target="_blank">bluff della Camera</a></strong>, il Senato destinerà il risparmio alla riduzione del bilancio

Dopo la Camera, tocca al Senato darci un taglio. Nella speranza che non sia un bluff proprio come è successo a Montecitorio dove i deputati si sono tolti 1.300 euro ma la paga è rimasta uguale. L’ufficio di presidenza di Palazzo Madama ha, infatti, deciso di decurtare del 13 per cento le indennità dei parlamentari. A differenza della Camera, tuttavia, il Senato destinerà il risparmio alla riduzione del bilancio. "Si tratta di circa sei milioni di euro", ha annunciato il questore del Carroccio, Paolo Franco, che ha proposto la correzione.

"E' utile essere chiari: questo è un mancato aumento, non si tratta di una riduzione delle indennità ma di un modo per evitare che ci fossero aumenti", ha spiegato l'esponente leghista secondo il quale "è importante che sia stata accolta la nostra richiesta in base alla quale questo risparmio venga capitalizzato dalla collettività". Franco ha, poi, proposto all’ufficio di presidenza di ridurre i benefit per gli ex presidenti di Palazzo Madam che attualmente sono disposti "vita natural durante". D'altra parte anche il presidente del Senato, Renato Schifani, ha già fatto sapere di volersene occupare entro breve. "Anche febbraio è una data che a noi può stare bene", ha detto Franco. Una proposta che trova d'accordo anche il presidente della Camera Gianfranco Fini: "Non so bene come sia organizzato il Senato a riguardo, ma parlerò con Schifani e come abbiamo fatto per le precedenti questioni i due rami del parlamento uniformeranno le loro decisioni".

Tra le decisioni al vaglio di Palazzo Madama c’è anche quella di decurtare le indennità di base dei parlamentari del 13%, all'incirca 1.300 euro al mese, al fine di evitare che "il passaggio del trattamento previdenziale dal vitalizio al sistema contributivo possa determinare un aumento del netto in busta paga a causa del diverso trattamento fiscale di cui godono i due regimi". "Essendo i contributi previdenziali non tassati - spiegano da Palazzo Madama - l’ammontare dell’indennità dei parlamentari sarebbe infatti aumentata di circa 1.300 euro lordi", dai 600 ai 700 euro netti. Cifra che è stata invece decurtata dall’indennità. In base a questi tagli lo "stipendio" base medio dei parlamentari, senatori e deputati, resterà quindi di circa 5mila euro netti senza subire aumenti. A differenza della Camera, che ha indirizzato le risorse "risparmiate" ad un fondo a tutela di eventuali ricorsi, il Senato ha invece deciso di accogliere la proposta del Carroccio di portare queste risorse "a risparmio per restituirle ai cittadini".