«Serve condivisione a scuola»

Possiamo partire dalla metafora della foresta del professor Vedovelli, riferita alla Lingua nella sua complessità e nel suo sviluppo…possiamo applicare tale metafora al pluralismo ideologico e culturale della nostra società…variegata, complessa, in trasformazione…realtà che investe tutti e in primo luogo la Scuola.
Anche la nostra società, come la foresta, si presenta intricata, composita… ma, come la foresta, non si chiude alla nostra conoscenza e alla nostra vita se ci avviciniamo ad essa senza volerla negare nella sua complessità, ma anzi, si apre e ci invita ad entrare…
È proprio lì che possiamo trovare le radici della nostra identità.
La scuola, che è espressione della società globale, deve diventare il luogo privilegiato per la creazione di sinergie (stakeholders) indispensabili per riconoscere e valorizzare le diversità e creare i presupposti per il confronto e la relazione. La scuola che vorrei è una scuola libera e trasparente, attenta al cambiamento, pronta ad accogliere e recepire bisogni e istanze, efficace nelle finalità e nelle risposte, in ordine alle mutate richieste emergenti nel complesso scenario ideologico e culturale di una società che cambia … con l'unica ideologia di sostituire la «comunità estetica», oggi dominante, con la «comunità etica» che viene meno e a questo dobbiamo imparare a dare risposta… è la «comunità globale» che viene chiamata in causa…
Vorrei una scuola basata, certo, su regole condivise…ma sostenuta soprattutto da valori fondamentali…principi etici, trasversali a qualsiasi altro obiettivo formativo.
In una scuola come la nostra la condivisione di regole e comportamenti è già un traguardo nell'ambito più ampio di un' «Educazione alla legalità» che, tuttavia, non può costituire l'unico fine, ma si colloca nel panorama più vasto di un'«Educazione etica» onnicomprensiva… infatti non sempre l'applicazione della legalità viene uniformata all'etica.
Diceva Kant: «Il cielo stellato sopra di me… la legge morale dentro di me…».
Tutti dobbiamo sentirci chiamati in causa in questo percorso di autoformazione, a cominciare da chi, a vario titolo opera nella Scuola: insegnanti, genitori… perché se è pur vero che qualcuno ha affermato che «il fine giustifica i mezzi» (Machiavelli) è altrettanto vero che nessuno potrà mai trasmettere valori etici se non li possiede.
Insegnante