A Sestri e al Righi con gli occhi al cielo ad osservar le stelle

Incontri e conferenze tra astrologia e astronomia alla scoperta della volta celeste

«Non volge lo sguardo chi a stelle è fisso» diceva Leonardo da Vinci, scienziato, pittore, artista, umanista, astronomo, astrologo, insomma un tuttologo dell'epoca. Non dovrebbe dunque stupire se un tempo Astronomia e Astrologia andassero a braccetto: solo nel Novecento si sarebbe verificata una progressiva separazione degli ambiti, separazione divenuta oggi di una settorialità quasi esasperante.
Chi studiava gli astri in maniera scientifica non aveva ancora le conoscenze approfondite per capire la reale struttura dell'universo. L'uomo alza lo sguardo al cielo e mentre cerca di capirne il funzionamento in modo altrettanto naturale pensa che quelle stelle, quei pianeti e quegli allineamenti che egli osserva possano produrre influenze sulla sua vita. Altrimenti, che ci starebbero a fare? Oggi sappiamo che le stelle dell'universo sono un numero che quasi ci fa paura pronunciare. Un 1 seguito da 22 zeri. Ossia 10 mila miliardi di miliardi di stelle. Inimmaginabile. Naturale pensare che questo universo di stelle a qualcosa debba servire. Però. Però l'epoca del geocentrismo, ossia della teoria che pone la terra al centro del cosmo, è finita da un bel pezzo, e soprattutto si sa che quegli allineamenti che osserviamo in cielo di notte sono puramente fittizi. Solo rari casi, come quello delle Pleiadi, rappresentano un gruppo di stelle effettivamente vicine tra di loro. In tutti gli altri casi quelle stelle che noi diciamo far parte di quella o quell'altra costellazione, distano anni e anni luce. Le vediamo vicine perché dalla terra non possiamo cogliere la profondità del cielo!
Eppure tantissimi ragionano ancora come se la terra e l'uomo fossero al centro di tutto e come se questi falsi allineamenti potessero davvero influenzare la nostra vita. Passi ancora per la luna che produce effetti tangibili sulla terra quali le maree, il ciclo dei raccolti e molti altri che forse ancora ci possono sfuggire, ma già quando iniziamo a prendere in considerazione gli altri pianeti, il loro effetto gravitazionale sulla terra risulta quasi nullo. Non si parli poi delle altre stelle, ben più lontane.
Nessun tolga i meriti storici che l'astrologia può avere, laddove essa faceva tutt'uno con Astronomia, Fisca, Matematica e Scienza. Ma nessuno dia all'astrologia moderna più di quel che merita e vale.
Cosa che purtroppo è stata invece fatta ancora l'altra sera su Porta a Porta nella puntata intitolata: «Ma l'astrologia è una cosa seria?». Il Fisico presente, mi spiace dirlo, ha perso l'occasione per spiegare quel che si è ora detto. Si è preferito invece elogiare il debito che a tutt'oggi la Scienza, come pure la Religione, dovrebbe avere verso l'Astrologia.
Tra l'incredulità dello stesso Bruno Vespa, si aggiungeva infatti la voce illustre e qualificata di Vittorio Messori, noto vaticanista: «In fondo nel Padre Nostro Gesù ha detto: sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra, in questo modo Gesù stesso istituisce un legame tra tutto, un legame che l'astrologia cerca di decifrare…».
Quest'interpretazione astrologica del Padre Nostro ha lasciato basiti molti, ma già su il Giornale del 30 dicembre scorso Messori e lo storico Cardini sostenevano che la Chiesa avrebbe valutato in maniera troppo sbrigativa l'astrologia, relegandola nel calderone delle superstizioni.
Fa bene lo stesso Messori a ricordare che in passato l'astrologo di corte, anche in casa pontificia, aveva un'influenza non trascurabile e che l'astrologia è una sapienza che ha unito fin dall'antichità tutti i popoli. Giusto ma incompleto. Ci si dimentica dell'unione delle culture e delle Scienze di cui si è già detto. Molti illustri scienziati del passato credevano nell'alchimia, eppure oggi ben pochi credono che sarebbe giusto rivalutare questa disciplina che credeva di poter trovare la pietra filosofale e trasformare tutto in oro. Ma forse oggi, l'unica pietra filosofale rimasta è proprio l'oroscopo, in grado di trasformare in oro una nostra giornata. O in inferno. Se non lo si prende come un gioco.
«Non volge lo sguardo chi a stelle è fisso» si diceva all'inizio. Ecco allora le molteplici proposte che la nostra Genova offre a chi voglia immergersi nella contemplazione delle stelle e capire un po' di più i segreti dell'Astronomia moderna. Ad essa dobbiamo essere molto riconoscenti: ci mostra le nostre antiche origini, con la Teoria del Big Bang, ci fa comprendere come si siano formate le stelle ed anche il nostro Sole. Indaga la struttura della materia unendo spesso l'infinitamente grande con l'infinitamente piccolo. Ed anche da quelli che possono apparire studi fini a sé stessi nascono talvolta scoperte utilissime per l'umanità: si pensi alla risonanza magnetica nata dall'indagine sulle particelle elementari che compongono l'universo e le loro proprietà intrinseche.
A partire già da questa settimana, l'Osservatorio Astronomico di Genova dà vita ad un corso di Astronomia di 9 incontri settimanali tenuti dalla Sezione Astrofili dell'Università Popolare Sestrese.
Il corso, che prevede anche una visita al planetario dell'Istituto Nautico S.Giorgio, dove il cielo stellato e la sua rotazione apparente verranno descritti attraverso il mondo mitologico e quello scientifico ufficiale, darà anche la possibilità di partecipare a serate osservative presso la cupola dell'Osservatorio di Sestri: dall'orientamento attraverso le stelle visibili ad occhio nudo, alla ricerca dei corpi celesti attraverso l'utilizzo telescopi Newtoniani di buona precisione. Gli incontri di terranno tutti i venerdì sera, ore 21 presso l'UPS - Piazzetta dell'Università popolare di Sestri. Per maggiori informazioni o per avere il programma completo si veda il sito www.oagenova.it o si contatti Lorenzo Oliviero info@oagenova.it.
Nel mese di Marzo, invece, un altro osservatorio cittadino, quello del Righi, darà il via al già testato Corso elementare di astronomia: un ciclo di 10 incontri, di cui 3 sperimentali per l'osservazione diurna del sole e notturna delle stelle, all'osservatorio del Righi. Il programma completo è già disponibile sul sito www.osservatoriorighi.it.
Da non perdere, infine, queste due date: il 23 febbraio con Luna che passa davanti alle Pleiadi e il 3 marzo per l' eclissi totale di Luna. In entrambi i casi apertura speciale al pubblico dell'Osservatorio del Righi e, per l'eclissi, possibilità di seguire l'evento in diretta sul sito del Liceo Scientifico G.D. Cassini www.astrocassini.it. Il Liceo da diversi anni sta portando aventi il progetto «Astronomia» grazie al lavoro encomiabile del prof. Mauro Castagneto. Come è successo in passato per altri eventi di rilevanza astronomia, gli studenti del Liceo organizzeranno il 3 marzo una conferenza pubblica in Aula Magna e assisteranno sul tetto della scuola di Via Galata i visitatori, dando loro la possibilità di usare la strumentazione in dotazione e di seguire così dal vivo l'evento e rimanere, ancora una volta, con Leonardo, con lo sguardo fisso a stelle.