Sestri Levante fa le corsie per bici a passo d’uomo

(...) procedere «a passo d’uomo». Lo indicano i nuovi cartelli posizionati al margine della pista ciclabile. Per la verità di nuovi segnali in questi giorni ne sono comparsi parecchi vicino alla corsia di asfalto rossa. Ad esempio ci sono quelli azzurri raffiguranti un pedone e una bicicletta. Molti hanno pensato addirittura che stessero a indicare la possibilità di passare insieme, pedoni e ciclisti, sulla stessa pista. In realtà, come gli istruttori di scuola guida e un corpo eletto di neopatentati secchioni sanno, quel cartello indica una «pista ciclabile contigua a marciapiede». Se l’uso della pista fosse destinato a entrambi, il cartello azzurro sarebbe stato uguale ma il pedone e il ciclista sarebbero stati disegnati uno sopra l’altro e non uno accanto all’altro. Chiarita questa logica, facile, scontata, straconosciuta differenza, nessuno potrà più sbagliarsi né, come in realtà accade, usare la pista ciclabile per farsi una passeggiata più comoda, visto che le rarissime pietre di Corsica sono anche sconnesse ed evidentemente più rischiose di un investimento da parte di una bici. Restano però i cartelli di pericolo, quelli triangolari bordati di rosso, con la scritta «Cicli a passo d’uomo. Pedoni nella carreggiata». Così come restano le perplessità dei ciclisti. Perché mai dovrebbero trovarsi pedoni su una carreggiata a loro vietata? Visto che sono sulla carreggiata, i pedoni sorpresi al cellulare devono essere multati? Ma soprattutto, se bisogna andare a passo d’uomo, perché usare la bici (che diventa anche difficile da tenere in equilibrio) e non farsi la passeggiata? Risposte per gli inventori della viabilità creativa.