Settecento anni fa Dante «paciere» in terra di Lunigiana

Quattro giornate a Sarzana, Castelnuovo e Mulazzo celebrano l’evento

Settecento anni fa Dante Alighieri si trovava esule in terra di Lunigiana. Esule, ma non inattivo. Tanto che il «vate» per eccellenza prese parte attiva nelle trattative che portarono alla firma della pace di Castelnuovo, un trattato che mise fine ad una lunga serie di conflitti tra i vescovi di Luni e i marchesi Malaspina e aprì un nuovo corso alla storia di questa terra a cavallo tra Liguria e Toscana. In occasione di questo anniversario Castelnuovo Magra, Mulazzo e Sarzana hanno organizzato una serie di manifestazioni celebrative per le giornate di domani, sabato, del 21 e del 28 ottobre.
La presenza in terra di Lunigiana dell’Alighieri e il suo intervento sono documentati negli «instrumenta» (atti) rogati da un notaio sarzanese, documenti che attestano l’attività politica, di delegazione e procura del poeta nel periodo dell’esilio oltre al suo soggiorno presso le corti signorili malaspiniane, poi celebrate nella Commedia. Anzi, il rapporto che venne creandosi fra l’Alighieri e la Lunigiana lo portò a scrivere versi di alta lode della «cortesia» dei marchesi Malaspina, ma anche ad elaborare il tema dell’esilio e la metafora del viaggio, a riprendere la composizione dell’Inferno, a sviluppare la sua visione politica sull’Impero e la pace.
Le amministrazioni locali della zona hanno voluto celebrare alla grande questo anniversario. E non è la prima volta che accade. Basti ricordare le manifestazioni del 1906 che rappresentarono per la Lunigiana e il comprensorio della Val di Magra un importante vettore della conoscenza e degli studi del territorio.
Le celebrazioni di quest’anno hanno avuto un prologo nella giornata di ieri nel palazzo civico di Sarzana con un primo convegno «Artisti per Dante» durante il quale Piero Colombani, Renzo Ricciardi e Joseph Sheppard hanno donato al Comune un’opera sulla pace di Dante.
Domani si entra nel vivo con una giornata di studio a Castelnuovo Magra che ha il significativo titolo di «Il nostro Dante ed il Dante di tutti», dove protagoniste saranno le sette «tabulae» dantesche, cioè le carte del protocollo notarile di Giovanni di Parente di Stupio. Sabato, a Sarzana, l’incontro di studio sarà dedicato a «Bernabò Malaspina, un vescovo nell’età di Dante», morto nel 1338, la cui tomba monumentale, in San Francesco di Sarzana, è stata recentemente sottoposta ad un restauro della Soprintendenza.
Il 21 ottobre a Mulazzo il particolare rapporto tra francescanesimo e Dante verrà raccontato in una rielaborazione scenica basata su testi della vita del Santo. Di nuovo a Sarzana, il 28 ottobre, sarà presentato il volume di Loris Jacopo Bononi che offre materiale inedito sul carteggio del Comitato per le celebrazioni dantesche del 1306 intercorso tra i diversi studiosi promotori, dal quale emergono le tensioni e le valenze politiche di cui l’evento venne caricato.