Si estende l'epidemia del batterio killer: dieci casi in Francia

Allarme in Italia per le tracce trovate in un salame. Coldiretti: "Un italiano su tre non compra le verdure incriminate". Il ministro della Salute Fazio rassicura: "Situazione sotto controllo"

Milano - "La contaminazione da batteri è motivo di preoccupazione per il 62% dei cittadini europei, ma la percentuale sale al 79% in Italia, anche per il rincorrersi di notizie contraddittorie che spesso si rivelano infondate". E' questo l'allarme lanciato dalla Coldiretti su dati Eurobarometro riguardo al cetriolo killer e al batterio E.coli diffuso in Germania.

L'epidemia si allarga In Francia sono stati registrati dieci casi di colite emorragica dall’inizio dell’epidemia, secondo gli ultimi dati dell’Istituto di sorveglianza sanitaria (Invs). Le dieci persone colpite, quattro donne e sei uomini, sono nove adulti di età compresa tra i 16 e i 55 anni, e un adolescente di 14 anni, che hanno soggiornato o che risiedono in Germania. In particolare uno dei casi è un turista tedesco che si trovava in Francia quando sono apparsi i primi sintomi, due sono francesi residenti in Germania e sette sono francesi che hanno soggiornato in Germania a maggio.  

Fazio: situazione sotto controllo Una paura che si alimenta, nonostante le rassicurazioni del ministro della salute Fazio e le notizie provenienti da Amburgo che danno per stabilizzata l'epidemia. "Sinora nessun caso di infezione da E. Coli relativo al focolaio in Germania è stato registrato nel nostro Paese. In Italia si può mangiare come sempre verdura e frutta cruda dopo averla lavata accuratamente e "solo chi deve recarsi nel Nord della Germania eviti di mangiare frutta e verdura cruda e non beva acqua di rubinetto", ha affermato in una nota il ministro che poi rassicura: "La situazione è sotto controllo e non deve generare allarmismi e non deve modificare le nostre abitudini alimentari, a cominciare dal consumo di verdura e frutta cruda dopo averla lavata. Abbiamo allertato le Regioni, le strutture sanitarie e gli uffici sanitari alle frontiere, responsabili dei controlli sulle importazioni alimentari". 

Batterio in un salame Il ministero della Salute comunica inoltre che "è stata segnalata la presenza di un batterio di E.coli produttore di tossine su un salame di cervo prodotto in Italia, sul quale si sta procedendo a effettuare le necessarie indagini. Qualsiasi correlazione con l’epidemia nella zona di Amburgo è comunque altamente improbabile, sia per la tipologia del prodotto, sia per la zona di provenienza". 

L'allarme della Coldiretti Dopo le rassicurazioni del Ministero della Salute e dell’Istituto superiore della Sanità, l’unico pericolo certo che corre l’Italia è - sottolinea la Coldiretti - il danno economico per i produttori agricoli per la grande reattività dei consumatori alle emergenze evidenziata dall’indagine Eurobarometro. Oltre un cittadino su tre (35%) evita - prosegue l’organizzazione agricola - di acquistare per un certo periodo i prodotti di cui ha sentito parlare nell’ambito di una emergenza relativa alla sicurezza alimentare, secondo Eurobarometro. Occorre fare immediata chiarezza sull’evoluzione dell’ epidemia per superare una psicosi che rischia di essere devastante per la salute e per l’economia".

La fermezza di Putin La stessa chiarezza che pretende con chiarezza anche il premier russo, Vladimir Putin dall'Ue. Fino a quel momento, la Russia bloccherà le importazioni di verdure fresche da tutti i Paesi dell'Ue. Putin ha replicato al capo della delegazione Ue a Mosca, che aveva fatto osservare che il blocco è contrario allo "spirito" del Wto, l’Organizzazione mondiale del commercio in cui la Russia vuole e potrebbe entrare entro fine anno. "Non so quale spirito contraddica, ha affermato, "ma i cetrioli che fanno morire la gente sono davvero una brutta cosa: la gente sta davvero morendo e non possiamo consentire che i russi siano avvelenati per rispettare un qualche spirito".