Si facevano mandare l’eroina nel Cpt per drogarsi e ottenere la liberazione

Qualcuno lanciava dalla strada patate o arance imbottite di droga. La struttura non è attrezzata a curare i tossicomani che dunque devono essere rilasciati

da Torino

Droga ai clandestini in modo da farli diventare tossicodipendenti e dare loro l’opportunità di lasciare il Centro di permanenza temporanea di corso Brunelleschi. Un nuovo business sul quale da settimane sta indagando la polizia di Torino che ha notato come molti stranieri ospiti del centro abbiano improvvisamente dichiarato di essere tossicodipendenti senza poi essere smentiti dalle analisi del sangue. Ma ciò che più stupisce è la tecnica che un’organizzazione criminale non ancora individuata ha messo in piedi per fornire la droga ai clandestini: lanciare dalla strada, dentro al cortile, ortaggi, in particolare patate, imbottite di eroina, così da rifornire gli immigrati della materia prima per drogarsi. Meglio tossicodipendenti e liberi che sani e costretti a tornare nel proprio paese. Il centro di permanenza temporanea di Torino non è attrezzato per assistere gli eroinomani. Da qui il motivo per cui chi fa uso di droga abitualmente non può essere tenuto rinchiuso nel Cpt, ma deve essere lasciato libero e indirizzato a un programma di recupero, al quale ovviamente poi partecipa. Sarebbero almeno una decina i clandestini, appartenenti a diverse nazionalità, che sarebbero usciti grazie a questo stratagemma. Nelle ultime settimana gli investigatori hanno recuperato nel cortile interno delle patate, a volte anche arance, svuotate in parte della polpa così da creare una cavità, dentro la quale inserire l'eroina. Una volta recuperata la droga dalle patate i clandestini la sniffano. Giorno dopo giorno la percentuale di eroina nel loro corpo diventa tale da essere considerati tossicodipendenti. Ed è a quel punto che chiedono assistenza alla Croce Rossa chiedendo di essere sottoposti ad analisi. In tutti i casi gli esami del sangue hanno confermato le dichiarazioni del clandestino che magicamente a quel punto ha visto aprirsi i cancelli di corso Brunelleschi. Per contrastare questo fenomeno, per ora unico in Italia, la polizia ha disposto degli appositi servizi coordinati dal vicequestore Michele Gobbi, capo delle volanti torinesi.