Si risveglia l'Etna: esplosioni e colate di lava Chiuso per precauzione l'aeroporto di Catania

A cinque mesi dall’ultima violenta eruzione l’Etna è tornato a farsi
sentire con forti esplosioni seguite da
fuoriuscita di magma e di un’alta colonna di fumo e cenere vulcanica
che ha
determinato la temporanea chiusura dell’aeroporto di
Fontanarossa

Catania - A cinque mesi dall’ultima violenta eruzione l’Etna è tornato a farsi sentire con forti esplosioni che hanno interessato la profonda depressione apertasi sul versante orientale del vulcano, nella zona del cratere di Sud-Est. Alle esplosioni intensificatesi nelle prime ore di oggi, è seguita la fuoriuscita di magma, e di un’alta colonna di fumo e cenere vulcanica che ha determinato la temporanea chiusura dell’aeroporto catanese di Fontanarossa. Secondo l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, l’eruzione rientra nelle normali attività del vulcano.

Chiuso l'aeroporto di Catania Chiuso all’alba, a scopo precauzionale, l’aeroporto Fontanarossa di Catania in seguito alla brusca accelerata, la notte scorsa, dell’attività stromboliana dell’Etna che dalle 2 alle 6 ha alimentato una nuova fase eruttiva. Il "pit crater" che si è aperto sul fianco orientale del cono del Cratere di Sud-Est ha emesso forti boati accompagnati da fontane di lava ed emissione di cenere vulcanica che è ricaduta su Catania e sui centri abitati a sud del vulcano. Da qui la decisione di chiudere lo scalo aereo. I fenomeni sull’Etna sono stati accompagnati da un innalzamento del tremore dei condotti vulcanici interni, che sono ora in attenuazione. La situazione è tenuta sotto stretta osservazione dall’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia di Catania.