Siamo in mutande 17 euro l'anno per comprare biancheria intima

Crolla lo shopping degli italiani: i maschi tagliano, ma pure le donne risparmiano (-20% dal 2012): le borse l'unica cosa di cui c'è sempre bisogno. Boom dell'export

di Marco Cobianchi

Mettiamoci una mano sui calzini e chiediamoci: da quanto tempo non ne compro un paio di nuovi? Perché è stupefacente che la spesa dei maschi italiani per la biancheria intima sia stata, nel 2017, pari ad appena 17,08 euro in un anno intero. Cioè, appunto, a malapena il costo di un paio di calzini e, magari, di un fazzoletto. E ancora più stupefacente è che la spesa sia destinata a calare a 16,73 quest'anno fino a toccare gli abissi nel 2021 quando ogni maschio italiano spenderà appena 15,72 euro in mutande, pigiami e, appunto, calzini.

Per fortuna ci sono le donne: secondo i dati elaborati dal sito di datajournalism Truenumbers.it, hanno speso nel 2017, 36,59 euro per la biancheria intima, 9 euro in meno rispetto al 2010. Anche in questo caso la spesa è data in calo anche per i prossimi anni: spenderanno 33,35 euro nel 2021. Va alla grande, invece, la spesa degli italiani per magliette e canottiere (maschili e femminili): come per tutto l'intimo ha sofferto la recessione del 2012-2013, durante la quale gli italiani hanno tirato la cinghia su tutto e, quindi, anche sull'abbigliamento intimo, ma in questo caso siamo intorno ai 70 euro l'anno.

Eppure la voglia di spendere ci sarebbe: solo il 10% degli italiani, mediamente, dicono di avere negli armadi più capi di abbigliamento del necessario. Certo, ad esempio per i vestiti, la percentuale sale al 51% se si considerano gli italiani che sono molto d'accordo o abbastanza d'accordo e d'accordo con l'affermazione avete troppi capi di abbigliamento ma, per esempio, impressionante il fatto che il 39% degli italiani dice che non ha affatto troppe borse mentre il 66% afferma che non ha abbastanza scarpe da mettere.

E come soddisfare questa insopprimibile voglia di comprare? Beh, certamente per le scarpe la soluzione c'è: rivolgersi al low cost. Un altro dato impressionante è, infatti, quello sull'import di scarpe. Senza che ci facciamo troppo caso, infatti, ogni anno arrivano da Paesi a basso costo del lavoro una quantità spaventosa di paia di scarpe. La Cina, è in cima alla lista: 110 milioni e 365mila paia di scarpe invadono ogni anno i nostri negozi. Il fenomeno dell'import di abbigliamento a basso costo potrebbe essere una delle cause del calo della spesa in valore degli italiani. Ovvero: compriamo la stessa quantità di beni, ma a un costo minore: in questo modo il fatturato complessivo cala ma gli armadi restano pieni. Questo non succede solo per quanto riguarda l'abbigliamento intimo. Nel 2017 le donne italiane, infatti, per la prima volta, hanno speso in abbigliamento meno di 10 miliardi. Non era mai successo: si è arrivati a 9,9 miliardi. E' un dato clamoroso. Un vero crollo, se si considera che appena 5 anni fa avevano lasciato nei negozi di abbigliamento 12 miliardi di euro. Calo della spesa anche per l'abbigliamento maschile: dai circa 8,5 miliardi del 2012 si è arrivati a 6,8 del 2017.

Eppure, nonostante questo, il fatturato globale delle imprese italiane aumenta. Secondo il Sistema Moda Italia potrebbe arrivare a un più 2,4% nel 2017 rispetto all'anno precedente, con un fatturato totale di 54,1 miliardi. Un miracolo possibile solo grazie alla crescita dell'export che sembra davvero inarrestabile. E anche in questo caso bisogna ringraziare le donne. Nel 2017 (dati provvisori) l'export di abbigliamento femminile (aggregato che comprende abbigliamento in tessuto, maglieria esterna, camiceria e abbigliamento in pelle) ha toccato gli 8,2 miliardi di euro e quello maschile ha fiorato i 6 miliardi. Entrambi questi numeri non erano stati raggiunti almeno dal 2012: anzi, quell'anno l'export maschile valeva appena 5 miliardi e quello femminile 6,8. Il risultato è stato un surplus eccezionale di 9,6 miliardi della bilancia commerciale.

Ma tutto questo provoca un paradosso: l'Italia importa abbigliamento low cost e esporta quello più costoso e di maggior pregio. Cioè: esportiamo quello che non possiamo più permetterci di comprare noi.

Commenti
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Contenextus

Dom, 12/08/2018 - 09:44

E' un segno dei tempi.

venco

Dom, 12/08/2018 - 09:46

Siamo pasciutti di tutto.

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anticalcio

Dom, 12/08/2018 - 09:46

verissimo! e sapete lunedi' 20 agosto che ci aspetta? il fisco amico..il fisco umano..che ci ha preparato le scadenze di migliaia di euro la settimana di ferie!! Iva,Irpef,acconti....etc.etc.grazie per la fattiva collaborazione! Ps:per chi è un dipendente.....sto parlando a vanvera...non hanno benchè il minimo di pensieri

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Azo

Dom, 12/08/2018 - 10:29

Cominciassimo a mettere in galera i responsabili di tutto questo trambusto e denudarli di tutti i loro averi,(DERUBATI DAL DANARO PUBBLICO), """POTREMMO PENSARE POI A PORTARE UN PO DI DISCIPLINA ALLA POPOLAZIONE, ABITUATA ALLA CORRUZIONE DEI GOVERNI "CATTO-SOCIAL-COMUNISTI" CHE DAL DOPOGUERRA HANNO GOVERNATO"""!!! PENSO CHE DOVESSIMO CONFISSCARE I BENI DI QUESTI SINISTRI, POTREMMO RACCIMOLARE DAI 400 AI 500 MILIARDI, TUTTO DANARO RUBATO DAL DANARO PUBBLICO SENZA CONTARE QUELLO DEGLI AMICI DEGLI AMICI!!!

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bandog

Dom, 12/08/2018 - 10:29

anticalcio Dom, 12/08/2018 - 09:46, ESATTO, CON IN PIÙ IL PROBLEMA DELLE RIMANENZE FINALI PER IL PROSSIMO ANNO CHE PROBABILMENTE DARANNO LA MAZZATA FINALE AI PICCOLI COMMERCIANTI!! :-(

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bandog

Dom, 12/08/2018 - 10:30

E' dallo sgoverno monti che viaggio senza mutande!!

Ernestinho

Dom, 12/08/2018 - 10:31

Però i prezzi rimangono sempre altissimi!

FRATERRA

Dom, 12/08/2018 - 10:38

......e invece , gli uomini devono provvedere di più ad acquistare mutande......specialmente di ferro, antiruggine e per i più chic .....cromate......

sergioxxxx

Dom, 12/08/2018 - 10:53

17 euro un paio di calzini???? dai cinesi me ne compro 17 paia!!!!

titina

Dom, 12/08/2018 - 11:16

tutta colpa dei commercianti che con il passaggio dalla lira all'euro raddoppiarono di colo i prezzi che continuano a salire mentre stipendi e pensioni sono gli stessi, per giunta senza perequazione automatica. Se la frutta, per esempio, costava 600 lire al massimo, ora 3/4 euro ( 6000/8000 lire) mi dite come facciamo a comprare? Io compro dai cinesi ormai,se proprio mi occorre qualcosa un tempo andavo nelle boutiques.

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hardcock

Dom, 12/08/2018 - 11:17

Ne riparleremo quando avrete da spendere 17 euro per fare la spesa mensile e sfamare cosi la famiglia. Ovverossia quando grazie alla ue l'IVA arrivera al 50% e le altre tasse, sigh, arriveranno alle stelle per mantenere la nuova elite religiosa. Imam, ayatollah e chi più ne ha più ne metta. Mi ammazzerò dalle risate. Mao Li Ce Linyi Shandong China

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bonoitalianoma

Dom, 12/08/2018 - 11:24

Beh, con tutte le belle statuine che circolano con i vestiti più strampalati e senza l'intimo sotto come possono vendere i mercatini rionali e le botteghe dedicate.

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Laura51

Dom, 12/08/2018 - 11:46

Più che "siamo in mutande", siamo in Agosto, ma vorrei sapere come ha fatto l'autore del pezzo a calcolare questa cifra al centesimo...

adal46

Dom, 12/08/2018 - 11:55

In mutande ci siamo perennemente, non occorre comprarne...

caren

Dom, 12/08/2018 - 12:16

Non essendoci più materia prima sufficiente ( Soldi ), la quasi totalità della popolazione, è alle prese col dilemma amletico: compro mutande, calzini, fazzoletti ed altro che mi serve, o pago tutte le scadenze che arriveranno a breve? Chiaro che questa è solo la parte emergente dell'iceberg, in profondità c'è di peggio, anche se non sembra.

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Atomix49

Dom, 12/08/2018 - 12:22

17 Euro una mutanda e un fazzoletto? E ci credo che vi chiediate chi caspita li compra... A volte mi chiedo, guardando le vetrine, se sono capitato sul pianeta sbagliato oppure ci sono due razze umane. Certo, sono un morto di fame di pensionato, ma con 17 Euro ne compro mezza dozzina di mutande. Lo so che se non si comprano quelle che in vita riportano in evidenza la griffe non sei fico e non rimorchi, ma secondo me il rimorchiare dipende da quello che c'è dentro le mutande a prescindere se dentro la testa invece non c'è nulla.

cir

Dom, 12/08/2018 - 12:23

il problema e' stato creato ad arte dalle multinazionali . i piccoli negozietti che erano parte del" tessuto sociale " di un popolo hanno il destino segnato .Globalizzazione e' il suo nome . produrre costa costa nulla o poco piu' e vendere dove c'e' ancora qualche briciola .. anni fa la brianza ed il veneto erano produttori di mobili , ora sostituiti dall' IKEA che e similia , multinazionale che i suoi profitti li investira' appena possibile nei paesi emergenti. Stesso vale per abbigliamento , scarpe e cibo . devono spostare velocemente i loro prodotti a basso costo . Ecco chi vuole la TAV !!!

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Atomix49

Dom, 12/08/2018 - 12:25

@Ernestinho... altissimi se insegui le firme... Io vesto decentemente senza acquisti in Cina e ti assicuro che gli altissimi sono per quelli che ce li vogliono spendere. Se si cominciasse a boicottare l'obbrobrio di certe firme, vedresti che ben presto se le calano loro le mutande.

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stenos

Dom, 12/08/2018 - 12:27

Perché vi lamentate? Abbiamo rispettato il 3% debito pil. Siamo virtuosi. Macellata la classe media che spendeva. I ricchi sempre meno e più ricchi e poveri sempre di più e più poveri. Che il popolo si fot...

piardasarda

Dom, 12/08/2018 - 12:49

che ci volete fare, signori commercianti, ormai lo shopping si fa in riva al mare, sulla battigia. Ore otto arrivo al mare e trovo altre famiglie anche con bambini molto piccoli, tanta gioia di mamme e papà solo per poco. Alle nove, si perché gli affari veri iniziano dopo le dieci, arrivano con carretto e bustoni gli extracomunitari e cominciano a montare il NEGOZIO, tre enormi ombrelloni sul carretto diventato un bancone, su cui appendono vestiti, teli bagno, borse e costumi. Per una decina di famiglie il panorama è diventato un'enorme esposizione. Arrivano le "signore" e comincia lo spettacolo delle prove che dovrebbe essere da camerino, urla e calpestio anche sui bambini. Le famigliole assalite scappano per non litigare. Giunta di sinistra. Almeno stessero all'ingresso della spiaggia, ma gli affari sarebbero più magri. Concorrenza molto sleale. Spiaggia ormai negozio. Comodo.

Divoll

Dom, 12/08/2018 - 13:21

Che tristezza! Tutto questo e' anche grazie alle mille tasse, balzelli, bollette carissime che tolgono ai lavoratori e ai pensionati ben oltre la meta' di quello che gli entra nelle tasche.

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stufo

Dom, 12/08/2018 - 14:41

Guardate che la gente fa molti acquisti in internet. Si evita la scortesia di commessi sottopagati o padroni che cercano sempre di fregarti.

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Professor...Malafede

Dom, 12/08/2018 - 16:24

Con le tasse insopportabili che paghiamo? Maledetti ladri! E ancora non la finiscono di rubare i soldi pubblici! Siamo stanchi di tasse esose e di ladri di soldi pubblici!

Ritratto di cicciomessere

cicciomessere

Dom, 12/08/2018 - 17:27

Se siamo onesti e non vigliacchi , dobbiamo ammettere che almeno la meta' del vestiario che abbiamo in casa e' un di piu' , acquistato piu' per capriccio che per necessita' . Ora semplicemente non abbiamo piu' soldi da buttare nel cesso, con buona pace dei 1000 mila negozi di vestiti che ci circondano .

Cicaladorata

Dom, 12/08/2018 - 17:51

Tutti vediamo tutto il male che succede al pianeta Terra e consciamente o inconsciamente, ne traiamo delle conclusioni personali. Una conclusione di sicuro è che è da pazzi consumare come abbiamo fatto dagli anni 70 in poi e probabilmente, stiamo trovando un equilibrio fra consumi dei millenni precedenti ed i massimi consumi dei soli ultimi 50 anni. Chi produce e vende deve mettersi il cuore in pace, nulla potrà essere come prima ma è per impedire che Terra ci estingua.

Ritratto di Atomix49

Atomix49

Dom, 12/08/2018 - 18:43

@stufo... è vero, molto commercio si fa oramai in rete, ma ti assicuro che molto ancora si fa nei negozi dei centri commerciali. Egregio, spendere 500 o 700 euro per un giubbotto che poi non mi "stà" e che devo rimandare indietro tre volte prima che trovi quello che mi aggrada.... un paio di scarpe io le voglio sentire al piede prima di acquistarlo... Certe cose si comprano a negozio punto e basta. Li ci sono i camerini e gli specchi che, fino a prova contraria, non mentono. La stoffa, il cuoio di una scarpa io lo vogli sentire sotto le dita prima che tiro fuori la carta di credito. Certo, i retrovisori per la mia auto, il barbecue, la confezione da 100 di DVD, e altre cose simili le acquisto in rete, ma c'è una bella differenza con i capi di abbigliamento, calzature e anche alimentari.

Ritratto di Atomix49

Atomix49

Dom, 12/08/2018 - 18:46

.... senza dire che prima di acquistare mi giro uno o più negozi e faccio i paragoni basandomi sul mio giudizio e non su foto di un listino elettronico. Per il resto viva l'eCommerce che ha semplificato di molto la ricerca e la reperibilità di cose e oggetti atrimenti introvabili se non dietro annose ricerche.

cir

Dom, 12/08/2018 - 19:22

stufo. su internet bisogna comperare nulla .

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ateius

Dom, 12/08/2018 - 20:02

eccosa aspetta salvini addirci che dobbiamo vestire ITALIANO..? mangiare italiano viaggiare italiano.. vestire italiano epparlare italiano.- io ero si un autarchico ma cinquantanni fa. e nanny moretti no so che fine affatto.

Ernestinho

Lun, 13/08/2018 - 09:01

Non ci resta che affidarci a quegli allegri imbonitori dei canali 898, 899 ed altri di sky che, dando numeri al lotto sui famigerati numeri a pagamento, garantiscono vincite sicure al 1000 per 1000 con vincite milionarie! Ma cosa aspettano a sbatterli in galera?