Sicurezza, ora gli italiani invocano l’esercito

Sondaggio per "il Giornale": secondo il 55%, rispetto a un anno fa, la
criminalità nella propria zona è aumentata. E 7 su 10 chiedono il
presidio notturno dei militari. Oltre metà della popolazione boccia l’operato di Prodi

da Milano

Sarà anche vero che «l’Italia non è questa», come ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano subito dopo la notte del ferro e fuoco ultrà. E sarà anche vero, come si affanna a ripetere l’Unione tutta, che trattasi di «insicurezza percepita», perché «quella reale è ben inferiore». Ma vallo a spiegare agli italiani, quelli che magari vivono a Tor Quinto dove una donna è stata uccisa da un rom, o in una qualunque periferia di una qualunque città, dove la criminalità è «piccola» solo perché così la definiscono le statistiche.
Quello che pensano, i cittadini l’hanno detto rispondendo a un sondaggio effettuato per il Giornale dalla Ferrari Nasi & Grisantelli su un campione rappresentativo della popolazione adulta. Dicono gli italiani che la criminalità è aumentata, aggiungono che il problema è grave. E a preoccupare non è l’insicurezza generale, quella percepita, appunto, magari in seguito alla concentrazione mediatica di episodi di violenza come quelli di questi giorni. No, a spaventare è la criminalità che sta subito fuori dalla porta di casa, nel proprio quartiere. Ed è tale, il senso di insicurezza, che i più invocano l’esercito, ebbene sì, meglio il coprifuoco della paura di tornare a casa la sera.
Per il governo Prodi è la fotografia di un fallimento, là dove la metà della popolazione ne giudica negativamente l’operato in relazione alla lotta alla criminalità e per la sicurezza. Inutile dire che la richiesta è sempre quella: più risorse alle forze dell’ordine, anche se questo significasse sottrarle ad altri servizi pubblici. «Ciò che mi pare emerga chiaramente è la quasi totale assenza dello Stato, come si evince dalla risposta che è stata data sull’opportunità di schierare i militari a protezione dei quartieri, almeno di notte, in mancanza di forze di polizia - è l’analisi di Arnaldo Ferrari Nasi -. Avevamo inserito quella domanda quasi come una provocazione, certi che la maggior parte degli intervistati avrebbe considerato eccessiva la proposta. Invece il 71,7 per cento dei cittadini si aggrappa anche alle soluzioni più dure, pur di sentirsi protetto, e addirittura preferisce le ronde notturne dell’esercito al senso di insicurezza». E infatti, alla domanda se sia giusto difendersi da sé in assenza di una presenza dello Stato, il 60,9 per cento risponde di no, come a chiedere, comunque, l’aiuto delle forze di pubblica sicurezza, anche se è forse poco rassicurante quel 38,4 per cento di italiani, e cioè ben più di un terzo di loro, che sarebbe pronto a difendersi da solo se lo Stato proseguisse a non farlo.
In generale, il 54,9 per cento dei cittadini ritiene che rispetto a un anno fa sia aumentata la criminalità nella zona in cui vive, il 40,6 la considera immutata, mentre solo il 4 per cento la trova diminuita. Di fatto, per la quasi totalità degli italiani, l’83,9 per cento, la criminalità in Italia è «un problema grave». Trattasi di priorità su tutto, è l’avvertimento che i cittadini mandano al governo, là dove il 68,8 per cento di loro chiede che siano stanziate maggiori risorse per le forze di pubblica sicurezza, «anche togliendole ad altre parti della pubblica amministrazione». Quanto all’operato del governo, solo il 5,2 per cento lo giudica «molto positivamente». Il 21,4 scende sull’«abbastanza positivamente». Il 54,5 per cento invece lo boccia: l’azione svolta contro la criminalità è considerata «abbastanza negativamente» dal 31,4 per cento del campione, il 23,1 sceglie la risposta «molto negativamente».