SINDACALISTA DEI FANNULLONI

Che uno noto come Tps, cioè una specie di codice fiscale vivente, potesse dire che le tasse sono bellissime, al limite ci poteva anche stare. Per di più, aveva la scusante di avere come vice Vincenzo Visco, che in materia fiscale è notoriamente contagioso.
Si parlò, in quell’occasione, di un «difetto di comunicazione» da parte del ministro dell’Economia, dovuto alla sua impoliticità. Stavolta, se permettete, è più grave: perché Tommaso Padoa-Schioppa, inaugurando l’anno accademico della scuola di Polizia tributaria (insomma, anche stavolta ci sono di mezzo le tasse), ha in qualche modo difeso gli statali assenteisti, dopo le polemiche di Luca Cordero di Montezemolo, uno dei pochi con più cognomi di lui. «Spesso - ha spiegato Tps - l’inefficienza non nasce dalla cattiva volontà degli amministratori o degli impiegati pubblici. Dei fannulloni, che pure esistono, si è parlato anche troppo». Insomma, se cade Prodi, Tommaso ha un futuro assicurato: capo dei duri del sindacalismo del pubblico impiego.
Resta un dubbio: il Tps che non vuol più parlare di fannulloni nella pubblica amministrazione, è lo stesso che qualche mese fa se la prendeva con i bamboccioni? Il Tps che minimizza sulle colpe di alcuni iperprotetti, garantiti a tal punto da essere intoccabili anche quando sono ovunque tranne che al loro posto di lavoro, è lo stesso che ironizzava su ragazzi di 30-35 anni, magari laureati, che sono costretti a stare ancora a casa con i genitori perché non possono permettersi di sposarsi, né tantomeno di acquistare una casa, generazione precaria loro malgrado?
Ovviamente, è sbagliato generalizzare e pensare che tutti gli statali siano fannulloni, nonostante ce ne siano moltissimi che lavorano (si fa per dire, ovvio) tutti i giorni per convincerci del contrario. Ma, se il ministro permette, è ancor più sbagliato farlo nei confronti di una generazione da mille euro al mese che ha l’unica colpa di essere nata dopo una iperprotetta, che ha consumato tutte le risorse dei suoi figli e dei suoi nipoti.
Ma, del resto, da un governo abituato ad essere forte coi deboli e debole coi forti, che ha pensato ad una tassa sui giovani precari con contratti interinali per garantire le pensioni degli under 60, è difficile aspettarsi altro. Sbagliamo noi a stupirci ogni volta.