La sindaco-preside è impreparata: Marta si rifiuta di parlare di rifiuti

Sospeso il consiglio comunale per le proteste dell’opposizione contro la Vincenzi che si limita a rispondere sulle recenti nevicate

Emergenza rifiuti? No, ancora emergenza neve. Genova come Napoli? Niente da fare, si parla del programma della notte di Capodanno, che pure è già passata agli archivi. Il consiglio comunale si riunisce per la prima volta dopo la sosta natalizia e come sempre inizia con le interrogazioni a risposta immediata, gli articoli 54, che riguardano «argomenti di attualità e di competenza dell'amministrazione comunale». E dire che Lega Nord, Alleanza Nazionale e Lista Biasotti interrogazioni sull'argomento di maggiore attualità di questi ultimi giorni ne avevano fatte. Volevano spiegazioni dal sindaco e dagli assessori sulla possibile e futura emergenza rifiuti a Genova. Chiedevano le intenzioni sulla costruzione di un termovalorizzatore promesso dall'ex sindaco Giuseppe Pericu, e garanzie per non venire sepolti da rifiuti napoletani. Eppure no, non se ne parla. «Qualcuno potrà giudicare la mia scelta sbagliata, ma ho ritenuto altre questioni più urgenti» spiega il presidente del consiglio Giorgio Guerello. Così, tra i «54», compare l'interrogazione sulla «situazione del castello di Nervi» dell'ulivista Luisa Cozzio. O quella di Guido Grillo (Forza Italia): un'interrogazione che l’azzurro presentava ininterrottamente dal 5 novembre per sapere programma, spese ed eventuali sponsor per la notte di Capodanno. La risposta arriva, ma a consuntivo.
Ma a far sbottare la minoranza è stato l'intervento del sindaco. Come le era stato da tempo richiesto dal consiglio, a inizio seduta fa il punto sulle decisioni e sulle intenzioni della giunta di primaria importanza. Parla di emergenza, ma non quella dei rifiuti, bensì quella della neve. Il consigliere azzurro Giuseppe Cecconi esplode. Interrompe il sindaco. Poi grida, inveisce e strepita. Attacca con termini non proprio consoni a quelli della sala rossa. Ma lo dice, chiaramente: «Ci dia informazioni sulla rumenta!». E ancora: «Farà la fine della Jervolino... Da mesi questa giunta parla ma non prende decisioni, finiremo come Napoli!». Guerello interrompe la seduta e ammonisce formalmente il consigliere che poi si allontana dall'aula. Marta Vincenzi si definisce «rammaricata da questa interruzione». Poi però, sull'argomento ci tornano un po' tutti, ma senza avere risposte. Alessio Piana (Lega Nord), manifesta preoccupazione: «Ci siamo sempre battuti perché a Scarpino i cittadini non ne possono più, e avremmo voluto rassicurazioni anche dal Comune. Dovevano garantirci che a Scarpino rifiuti campani non debbano più arrivare». Di più, mostra foto e riporta la denuncia di cittadini di Scarpino: «Lunedì pomeriggio un autista in dialetto napoletano chiedeva a cittadini indicazioni per la discarica». Lo tranquillizza l'assessore Senesi: l’autista sarà pure partenopeo, ma i rifiuti (le solite ecoballe?) sono nostrani. Poi però si arrabbia anche Alberto Gagliardi (Fi) e la seduta viene nuovamente interrotta. Anche Gianni Bernabò Brea (An) e gli arancioni Valter Centenaro e Franco De Benedictis ne vorrebbero sapere di più. Ma al momento si devono accontentare di sapere che il Capodanno è costato 395mila euro (un terzo dei quali per ingaggi di artisti): 90 mila investiti dal Comune e i restanti erogati dalla Porto Antico spa, che a sua volta ha trovato sponsorizzazioni... Per i rifiuti c’è tempo: alla sindaco-preside Marta basta il gran rifiuto.