Come la sinistra, goccia a goccia, si prepara all'esperimento delle Europee

Indecisi a tutto, divisi e litigiosi, i ceppi storici della sinistra italiana cercano nuova linfa elettorale: dai quasi estinti "Communistus" alle strambe sperimentazioni del dottor Pannellius, un'analisi di laboratorio per testare che cosa si muove nel più piccolo dei mondi possibili

La metafora consigliata è quella dell'infinità dei mondi possibili, secondo la quale ogni mondo - a prescindere dalla propria grandezza - ripropone le proprie dinamiche in eterno.
Fuor di metafora, l'esperimento è quello di prendere una gocciolina spremuta dal grande corpo elettorale e metterla sul vetrino di un microscopio. A occhio nudo, infatti, nel campioncino non si scorge un bel niente. Ma ecco animarsi, all'interno di quella gocciolina solitaria almeno quanto quella di una nota pubblicità, un intero mondo in agitazione.
Arrivati a questo punto, si può ripulire il vetrino e passare ad altro, oppure proseguire con l'osservazione avendo la cura dell'entomologo. Si distingueranno diverse specie, tutte rese ormai molto più combattive al proprio interno (e tra di esse) che nei confronti del comune nemico (avversario). E questo è appunto uno dei principali motivi per il quale sono finiti sul vetrino di un microscopio.
Tra le specie in via d'estinzione, potremo così distinguere:
Communistus communistus communis.
Il piccolo agitato ha una forma mentis caratteristica e persistente, che la distingue da ogni altro essere di sinistra. Perennemente soggetto a evoluzioni, trasformazioni, mimetizzazioni, trasmigrazioni, è un animale politico molto diffuso nel pianeta, soprattutto a partire dal 1917 (in Italia fu isolato soltanto nel 1921). Gli ultimi esemplari superstiti, dopo la Grande Moria dell'Ottantanove (numero che ormai indispone gravemente questi delicati esserini), si sono radunati in due piccoli ceppi a carattere endemico, a loro volta divisi al loro interno in formazioni tumefatte dall'aspetto rossastro, filamentoso e autolesionista.
La prima famiglia è quella a vocazione "picci-ista", tende a spargere lacrime davanti a ritratti del passato, genere archetipici dal nome onomatopeico, quali Ber-linguèr, Na-tà, Lòn-go, To-glià-ti. Ogni individuo arrossisce fino all'autostrozzamento e inveisce davanti a suoni del genere: Ochè-to, Cra-ssì, Vel-tronì.
La specie è divisa in due sottotronchi: i Ferrero (Noroscè) e i Di-lì-bertò. Forse si congiungeranno, ma soltanto per le Europee, visto che il famelico Di-lì-berto sostiene che assieme, "rifacendo il Piccì", si supererà la soglia vitale del quattro (per cento).
L'altra famigliola di communistus, a vocazione "extra", è extra in tutto. Extravagante, soprattutto. Per scuoterla, gli vanno prodotti davanti suoni ancora più primitivi, somiglianti a lunghe filastrocche, quali: Marx-Lenin-Trotzski-MaoTzTung-HoChiMìn. E' un sottogruppo soggetto a stadi di latenza, nei quali finisce per voler sviluppare virus terroristici. Non si presenta a elezioni.
Socialismus socialis.
Altra grande famiglia, dalle cui spore prese vita il genere "communistus communistus". In questo senso, sta come l'originale rispetto alla forma degenerata. Nobile e fiero, sa dividersi e scindersi anche oltre la propria consistenza numerica: nel senso che ogni individuo, inspiegabilmente, dà luogo a tre deviazionisti e quattro correnti. Come faccia, resta mistero della scienza. Dopo lo stadio zero, cui era arrivato negli anni Novanta, si è imbattuto nel terribile formichiere Veltroni che l'ha riportato al punto di partenza. Oggi i soggetti di questa specie si sono autoproclamati "motore della Sinistra per la libertà", cercano di assorbire qualche soggetto proveniente dal genere communistus, previa quarantena (generi ammessi: Fava, Mussis, Salvis, Vendolae), le specie Verdi, persino i Radicali liberi, ma ormai ingabbiati dal celebre dottor Pannellius. "Siamo al 6 per cento", ha dichiarato il codice alfa di questa piccola formazione, Riccardo Nencini, prima di andare a sbattere. Lui si salverà, con gioia del mondo scientifico, l'intera specie non si sa. Un vecchio del ceppo dominante (genere Demichelis) ha già fatto sapere che con certa genia lui non si mischia, dunque non si candiderà alle Europee. "Segno che stavolta possiamo davvero farcela", commentano famelici i compagni.
Socialismus oh!
Trattasi di piccolo ceppo deviante di "communistus" che, a furia di incidenti di laboratorio, non ha finito per vedere la Madonna, bensì finalmente il Socialismo. Di qui l'esclamazione di stupore che dà loro il nome: "Oh!".
Essendosi convertiti con destrezza, hanno però dovuto scoprire con disappunto che la festa era finita. Avendo provato a tornare indietro, sono stati rigettati dal corpo dei "communistus", così come da quello dei "veltronicus" (specie a se stante, e dimostrazione della teoria sull'irrilevanza del numero). Sono erranti, migranti, anch'essi soggetti ad alto rischio di estinzione. L'innesto nella grande famiglia d'origine del Socialismus dovrebbe tenerli in vita ancora per un po'. Sempre che non prevalga il virus communistus contratto in gioventù, che li porta a ritenersi, senza soluzione di continuità, superiori agli altri oppure gli ultimi della terra. Uno di essi, di più recente acquisizione (Vendolae Pugliesis) nutre grandi ambizioni e veti (magari fossero voti). Cosa che lo rende tra i più vulnerabili nella già vulnerabile specie.
Verdis Solis.
Specie isolata per la prima volta in Germania, su un prato, da cui il nome capolavoro di fantasia teutonica: Grunen. A differenza del ceppo d'origine, i Verdis Solis in Italia hanno spesso avuto vita grama e individui "alfa" attaccati da gramigna. L'ultimo di essi, Pecorarus Pecorarus, cadde vittima di se stesso e della propria implacabile voglia di autoriproduzione. Oggi la famiglia più numerosa si raggruppa attorno a un soggetto di sesso femminile, e pensa anch'esso di trovare scampo dai pesticidi governativi riparando sotto l'ombrello dei Socialismus liberatarius. L'esperimento, provato anche qualche hanno fa (fu detto del Girasole, ma girarono solo le scatole) ebbe effetti di depressione cosmica nei soggetti di entrabe le specie. Le scelte nucleariste del governo rischiano di rianimarne l'animo combattente, specie se prenderà corpo un tipo di incrocio alternativo a quello con il Socialismus, tentato dal dottor Pannellius, vecchio ma impagabile scienziato pazzo.
Radicalis pannellanius.
Specie che si riteneva estinta per consunzione già da anni, dai tempi della scoperta dei Radicali liberi, ma rianimata grazie all'incessante e ardita serie di sperimentazioni condotte dal dottor Pannellius. Avendo inventato il procedimento che li rende inoffensivi in comode gabbiette monouso, il dottore Pannellius ritiene di avere diritto di vita e di morte sugli individui di questa specie. In realtà è così: li alleva in provetta, li nutre oscenamente, li fa crescere in gabbia, a volte ne sperimenta in privato le molteplici possibilità, poi li getta nel tritacarne (talvolta addirittura nel water). Un unico individuo, nato in quel terribile laboratorio, è riuscito a fuggire sottraendosi al suo destino. Ma anche in questo caso l'esperimento potè dirsi fallito, a giudicare dalla soglia di depravazione raggiunta dal soggetto (Rutellis sine rutellis). Oggi i Radicalis pannellanius, inseriti in un progetto di veltronizzazione, sono presenti in piccola quantità e cercano un nuovo corpo nel quale annidiarsi. Avevano pensato di tornare all'innesto con il genere Socialismus, ma per ora sono stati scacciati dai temibili Vendolae Pugliesis. Giurano vendetta e come si sa, quando ci si mette il dottor Pannellius, cosa potrà venirne fuori è al di là di ogni immaginazione.