Sinistra kaputt. Schröder: elezioni anticipate

Prima del voto il cancelliere aveva detto: «Comunque vada, intendo restare sino alla fine del mandato»

SALVO MAZZOLINI

da Berlino

Negli ultimi due anni il partito del cancelliere Schröder ha perso voti in tutte le elezioni regionali e locali. Ma la sconfitta subita ieri nella Vestfalia-Renania del Nord è la più pesante e dolorosa. E Schröder ne ha tratto le conseguenze subito annunciando una decisione che lui stesso aveva escluso nei giorni scorsi e che ha sorpreso tutti: elezioni anticipate il prossimo autunno, un anno prima della fine naturale della legislatura. Una decisione clamorosa dopo una sconfitta che per i socialdemocratici, il partito del cancelliere, è durissima non tanto per le perdite numeriche quanto per il significato politico del voto.
La Vestfalia-Renania del Nord, dove ieri si è votato per il rinnovo del Parlamento regionale, è infatti molto di più di un Land. È il cuore e il motore della Germania. È il Land più popoloso i cui elettori, oltre 13 milioni, rappresentano un quinto dell'elettorato. È la regione più industrializzata del Paese dove si trovano le grandi acciaierie dei Krupp e dei Thyssen, il bacino della Ruhr, la Bayer, la Mannesmann e quasi un terzo delle principali imprese che producono il made in Germany. Ma è soprattutto un altro aspetto a trasformare la sconfitta in una catastrofe. La Vestfalia-Renania del Nord era l'ultimo Land ancora governato da una coalizione rosso-verde, la stessa al potere a Berlino. L'ultimo bastione regionale ancora in linea con il governo centrale.
Una perdita che rende ancora più precari gli equilibri sui quali si regge il centrosinistra tedesco: al Bundestag, la Camera elettiva del Parlamento, dispone di una esigua maggioranza mentre al Bundesrat, la Camera rappresentativa dei Länder, l'opposizione di centrodestra, dopo il voto di ieri, ha una maggioranza che sfiora i due terzi, la quota sufficiente per bloccare qualsiasi legge. Annunciando il ricorso anticipato alle urne, il cancelliere ha quindi deciso di abbreviare l'inevitabile immobilismo imposto dalla serie di sconfitte subite dopo le politiche del 2002 vinte per un pelo. Nella Vestfalia-Renania del Nord, il Land di Düsseldorf e Colonia, i socialdemocratici erano al potere da 39 anni.
Il voto di ieri ha indicato una chiara inversione di tendenza dell'elettorato renano che ha punito il centrosinistra e premiato il centrodestra. I socialdemocratici sono scesi da quasi il 43% a poco più del 37,1%. Un calo numericamente non disastroso ma che ha comportato la perdita della maggioranza relativa, aggravato dal cattivo risultato dei loro alleati, i Verdi, che solo per poco hanno superato il 5%, la soglia minima per non essere esclusi dal Parlamento: hanno ottenuto il 6,2 (avevano il 7,1%), come i liberali della Fdp (erano al 9,8). I i socialdemocratici pagano per il cattivo andamento dell'economia che ha avuto conseguenze dolorose soprattutto in questo Land. La disoccupazione, 12%, è la più alta tra i Länder occidentali e il reddito pro-capite è passato dal primo al quinto posto nella graduatoria tra le regioni tedesche.
Quanto ai Verdi il calo viene imputato principalmente al loro leader, il ministro degli Esteri Fischer, sotto accusa per lo scandalo dei visti facili che avrebbe aperto le porte della Germania a schiere di trafficanti della criminalità organizzata e lavoratori in nero. Veri vincitori i cristiano-democratici della Cdu che con il successo di ieri hanno compiuto un grosso passo avanti verso la conquista della cancelleria. Il partito di Angela Merkel è passato dal 37% ad oltre il 44,8%, un balzo di 7 punti che permetterà la formazione a Düsseldorf, la capitale del Land, di una coalizione insieme ai liberali. La prima coalizione di centrodestra in quella che per quasi quarant'anni è stata la principale roccaforte della sinistra.

Annunci

Altri articoli