A SINISTRA ORMAI C’È SOLO L’ISLAM

In quale luogo migliore poteva mai svolgersi il congresso di Rifondazione se non a Chianciano? Cittadina prediletta dagli slanci di poche pretese degli ottuagenari prostatici in vacanza. Dunque perfetta per le diatribe senili di un partito morto, ma che si finge soltanto morente. E attorno al suo cadavere vede esibirsi Vendola, candidato a segretario, col 47% dei consensi. Costui ha parlata difettosa, come i bambini ai quali è stato tagliato male il filetto della lingua, ma crucciato non tralascia argomento per abbondare in frasi astruse e troppo lunghe. Per dire alla fine niente. Però dopo aver sparato con fare solenne parole del genere: divaricazione strategica, deriva dissolutiva che ci ha investito, e via via consimili. Suo avversario sarà l'ex ministro Ferrero, pure lui in pretesa di morale più alta, nonché valdese. Costui sarebbe per non sciogliere Rifondazione, e inoltre evitare il rapporto col Pd, che l'altro saputo invece vuole mantenere seppure tra distinguo sintattici, labiali e gastrici. E a fare da madrina c'è infine la Francescato. Ospite quale altra mai mal augurante, fatina giuliva di Pecoraro Scanio; segretaria recente d'un altro partito morto: i verdi.
Questo il quadro, e le menti, in corso d'opera a Chianciano. Riunite fanno dire: non c'è dubbio: facevano meglio a tenersi Bertinotti. Non fosse altro sapeva parlare. O forse era solo di un'altra generazione; e dunque mascherava meglio la completa perdita di senso di una mistica fatta di dialettiche, bisogni sognati, anticapitalismi. Invece con questi due tristi candidati circa cinquantenni, e a guardarsi intorno, è venuto meno ogni velo. Tra le poltrone ci sarà qualche ragazzino, di quelli con le kefiya sulle spalle. Ma l'aria sarà intrisa di una diversa età. Come un ritrovarsi negli anni '70, a uno dei tanti congressi extraparlamentari. Con una non piccola differenza tuttavia: quelle finzioni dottrinarie che colla giovinezza si recitavano tanto bene, adesso sono di gente coi capelli divenuti bianchi. C'è un clima da Ginger e Fred di Fellini. Però più arrugginiti, intenti non a danzare, ma a sprecare il fiato in manie politiche e liti settarie. Neppure nella tenda di Napoleone si deve essere parlato mai tanto di tattiche, strategie, e linee. Tuttavia alla fine esausti si terranno Rifondazione almeno fino alle Europee. Né mancherà il piantarello in coro comune, di chiusura, al canto dell'Internazionale.
E dopo liti e pianti tutti se n'andranno però con una stessa presunzione: che a sinistra, evoluto com'è al centrismo il Partito democratico, ci sia uno spazio enorme per loro. E non si sarà mancato di citare gli immigrati, e dire che sono loro il futuro della sinistra dura e pura. Altro errore. Perché a sinistra a fare concorrenza a Ferrero o Vendola c'è qualcosa di più serio di Diliberto o dei no global: c'è l'Islam più integralista. Non v'è religione più livellante, e con una rete di solidarietà più minuta, decisiva per conquistare ieri Bisanzio, oggi l'Islam moderato. L'elemosina obbligata, i sistemi di mutuo soccorso sono stati un modo formidabile per aggregare le masse più umili. Né manca l'anticapitalismo: ogni crescita della ricchezza, che derivi dagli interessi, viene esecrato. L'Islam avrà, temo, tra gli immigrati ben altro successo del comunismo in caricatura di Nichi Vendola e Luxuria. In conclusione: non ci hanno capito niente, ma seguiteranno, dalemianamente, a spiegarci tutto.