«La sinistra sbaglia: la sua sanatoria aumenta i clandestini»

Paolo Bracalini

da Milano

«Promettere la regolarizzazione per tutti gli immigrati, anche quelli che lavorano in nero, mi sembra un invito per i clandestini a sbarcare sulle nostre coste». Il vicepresidente della Commissione europea Franco Frattini ha appena finito di incontrare il colonnello Muammar Gheddafi, a Tripoli, per concordare insieme al governo libico una strategia comune all’Europa nella lotta all’immigrazione clandestina. Ma mentre l’Europa cerca la collaborazione dei paesi africani per frenare l’invasione di disperati, il nuovo ministro comunista Paolo Ferrero annuncia sanatorie per tutti, regolari e irregolari.
Frattini, l’Italia si allontana dall’Europa nella lotta all’immigrazione?
«Per adesso si tratta solo di dichiarazioni, aspettiamo di vedere come il nuovo governo le metterà in pratica. Ma certo una cosa è chiara: annunciare una cosa del genere, adesso, prima dell’estate, mi sembra proprio un invito a tutti i clandestini di partire per l’Italia. Ma bisogna tenere presente che siamo vincolati da Schengen».
Quindi?
«Quindi è stato stabilito a livello europeo che, per evitare conseguenze negative sugli altri paesi membri, tutte le decisioni sulla regolarizzazione degli immigrati devono essere precedute da una consultazione preventiva con l’Europa e con la Commissione. Le decisioni che prende un paese su questo tema condizionano anche gli altri».
L’Europa chiede più severità sugli ingressi?
«Più sicurezza ma anche soluzioni politiche al problema dell’immigrazione clandestina. La linea di azione è quella di collaborare con i paesi da cui arrivano gli immigrati. La Libia è un paese chiave da questo punto di vista. Stiamo lavorando ad un vertice tra Ue e Unione Africana da fare entro l’anno. L’immigrazione non è solo un problema di sicurezza, è anche un problema politico. Dobbiamo affrontare temi più generali oltre a quello della sorveglianza delle frontiere, le grandi sfide alimentari, varare programmi regionali pilota».
Le sanatorie servono a qualcosa?
«Una misura di sanatoria può avere successo solamente se è accompagnata da una programmazione certa di impiego regolare. Cioè, se legalizziamo i lavoratori irregolari ma non abbiamo poi la garanzia che abbiano un lavoro, mettiamo in circolazione disoccupati che sono facile preda della criminalità. L’Italia ha già preso misure di regolarizzazione, come anche la Spagna. In Spagna è stato più positivo proprio perché si è perseguito con più fermezza nel canale della legalità».
Ferrero vuole legalizzare anche i lavoratori in nero.
«È sbagliato regolarizzare chi lavora in nero, piuttosto bisogna combattere il lavoro nero. Se non si sconfigge questo problema non si risolverà mai quello dell’immigrazione clandestina».
Negli ultimi giorni in Italia sono sbarcati 800 clandestini. Cosa ha detto al colonnello Gheddafi?
«Con Gheddafi ho avuto un lungo e fruttuoso colloquio in cui si è ragionato su come rafforzare la cooperazione bilaterale tra Unione Europea e Libia. C’è una novità molto importante. Manderemo a giugno una missione tecnica per una verifica della frontiera sud della Libia, quella del deserto, la zona più interessata dal passaggio di immigrati provenienti da tutta l’Africa. Gheddafi si è detto favorevole. C’è una particolare durezza da parte dei libici per stroncare la rete criminale che gestisce i viaggi della speranza verso l’Italia e l’Europa. Siamo concordi anche sull’aspetto umanitario, basta pensare che migliaia di persone ogni anno vengono trovate morte nel deserto».
I centri di prima accoglienza sono dei «lager» per clandestini?
«I Cpt sono una necessità, sono l’unica maniera per controllare l’identità delle persone che entrano in Italia. Bisogna tener presente che spesso ci vuole molto tempo per verificare l’identità dei clandestini. Prima di proporne l’abolizione bisognerebbe spiegare anche come riuscire a farne a meno».