Sinistra sempre più divisa Il sindaco di Salerno: programma del Pd? Palle

Vincenzo De Luca attacca i vertici del Partito democratico: "Sembrano dei maestri di violino". E ancora: "Siamo il partito che ha sommato il peggio della vecchia Dc e del Pci"

Il Partito democratico è sempre più farraginoso. La confusione serpeggia al suo interno. L'ultimo a dichiarare apertamente di non riconoscersi più nel suo partito è il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca.

Il punto più oscuro di Bersani&Co. è proprio quello che dovrebbe essere il cavallo di battaglia per scalzare la maggioranza: il programma: "I nostri programmi politici sono delle palle in senso figurato ed in senso proprio. Lo dico ai dirigenti nazionali, che quando ascolto in tv sembrano dei maestri di violino. Ed io mi annoio". Un esempio concreto? La crisi economica: "Nessuno ancora oggi ha capito quale sia la ricetta del Pd per uscire dalla crisi. Io stesso faccio fatica a ricordarla. Tassare i capitali scudati? Una palla". 

La soluzione di De Luca è ben più drastica: "Bisognerebbe invece fare battaglia in Parlamento, magari bloccando per un mese la Camera ed il Senato, per consentire ai Comuni di sforare il patto di stabilità e sopravvivere".

Questo smarrimento nella dirigenza del partito, tra l'altro potrebbe costare caro al Pd in termini elettorali. Sopratutto il voto sulle province "che continuo a definire dei contributifici dove si celano alti livelli di parassitismo. Mentre oggi il cittadino fa fatica a guardare avanti, i dirigenti del partito si perdono dietro le correnti e le controcorrenti, tentando di piazzare i loro amici". 

Proprio questo è "il principale ostacolo nel rapporto tra il partito e la gente". Per De Luca, il gruppo dirigenziale del Pd è "totalmente autoreferenziale, una sommatoria di correnti che ha la sola preoccupazione di trovare quattro posti per quattro candidati della propria componente. Mica discutono di come sbloccare gli investimenti nel Comuni, sottraendoli al patto di stabilitá".

L'attacco è sempre più duro: "Siamo il partito che ha sommato il peggio della vecchia Democrazia Cristiana e del Partito Comunista, divisi tra correnti e burocratismo". A differenza di Berlusconi, capace di "interpretare l'evoluzione della società nazionale".