Sinistra in trincea contro Cofferati

Claudia B. Solimei

da Bologna

L’assedio della sinistra radicale al sindaco di Bologna, Sergio Cofferati, continua in attesa del documento sulla legalità che sarà presentato in Consiglio comunale per stanare gli alleati ribelli di Rifondazione comunista e Verdi. Per un mese, si terranno in città oltre 40 appuntamenti per contestare l’approccio «legge e ordine» del Cinese: il clou sarà il 4 giugno, quando in piazza San Francesco ci sarà una festa con birra gratuita per tutti (rigorosamente «Peron», altra provocazione rivolta al sindaco accusato di autoritarismo), in violazione all’ordinanza che fissa alle 21 lo stop per la vendita di alcolici da asporto.
Si finirà il 25 giugno, grande parata antiproibizionista che ancora non ha ricevuto il via libera da Cofferati («lo facciamo in ogni caso», avvertono gli organizzatori). Scendono in campo i collettivi che occupano le case e centri sociali, con la benedizione del consigliere comunale indipendente di Prc, Valerio Monteventi, vicino ai no global.
«Molti di noi hanno appoggiato la candidatura di Cofferati» spiegano gli organizzatori, ma ora il sindaco è «un principe ormai nudo», portatore di «una nuova logica di potere proibizionista».
L’ultimo colpo viene dai Verdi, che hanno sfiduciato il loro assessore in giunta, l’ex no global Antonio Amorosi, che ha accusato il partito di «coprire i violenti», e divenuto troppo filo-Cofferati. È stato invitato a dare le dimissioni. Cofferati, sostenuto dai Ds intermediari nella crisi, guarda e tace, ma potrebbe decidere di assestare un nuovo schiaffo agli alleati, tenendosi il suo assessore.