Siria, ucciso un bambino e arrestato un altro Ma il governo apre al dialogo con opposizioni

La violenta repressione delle proteste contro il regime di Assad non si
placa. Le forze militari sono entrate con i carri armati in varie città. Almeno 12 morti oggi a Homs. 6 le vittime in due giorni a Banias, dove sono state arrestate 250 persone, tra cui un bambino di 10 anni

Damasco - La violenta repressione delle proteste contro il regime di Assad non si placa in Siria, dove le forze militari sono entrate con i carri armati sono entrate oggi in varie città. Eppure il governo siriano starebbe pensando di organizzare una "conferenza per il dialogo nazionale" che riunisca rappresentanti dei partiti politici e della società civile, indipendentemente dalle loro posizioni, filogovernative o anti-regime, secondo quanto afferma Al Jazeera, citando un giornalista di Damasco, Thabet Salem. Il piano del governo prevede un mese di negoziati su un programma di riforme e quindi una conferenza per approvare l’esito delle trattative.

Morto un 12enne a Homs Selvaggiamente picchiato in strada a Homs da agenti in borghese delle forze di sicurezza siriane, un bambino di 12 anni è stato ucciso oggi a Homs, 160 chilometri a nord di Damasco. Almeno altre 12 persone sono morte nella città dove l’esercito di Damasco ha dispiegato soldati e carri armati. I militari, che già controllavano il centro di Homs, sono entrati nei quartieri di Bab Sebaa e Baba Amr, roccaforti dell’opposizione, dopo avere tagliato l’energia elettrica e le comunicazioni telefoniche. Diversi media internazionali riportano la notizia dell’arrivo di tank dell’esercito anche nella città di Tafas, vicino Deraa.

Ancora isolata Banias Isolata anche Banias, dove dei cecchini sarebbero appostati su tetti delle case dei quartieri meridionali dove vivono oltre 20mila persone. Un attivista siriano, che ha raccolto i racconti dei testimoni, sostiene che almeno 250 persone sono state arrestate nella notte. Tra loro persino un bambino di 10 anni "per
punire i suoi genitori". Inoltre, rispetto a quanto riferito ieri, si ha notizia di altri tre morti, il che porta a sei il totale delle vittime in due giorni.

Clinton: "Assad non è Gheddafi" "Non abbiamo dati certi, ma sappiamo che la Siria può ancora varare riforme. Nessuno invece credeva che Gheddafi lo avrebbe fatto". Così il segretario di Stato americano Hillary Clinton ha sottolineato le differenze fra la situazione in Libia e Siria, nel corso di un’intervista concessa a Lucia Annunziata. "La gente ritiene ci sia un percorso possibile con la Siria. per questo continuiamo insieme ai nostri alleati a fare pressioni", ha aggiunto il capo della diplomazia americana, riferendosi anche alle sanzioni che sono state varate nei confronti di Damasco.