Situazione economica, l'Istat: un italiano su due è soddisfatto

In media gli italiani danno alla soddisfazione nei confronti della propria vita un voto pari a 7,2. In calo le famiglie che segnalano peggioramenti

Milano - La percentuale di famiglie che giudicano la propria situazione economica sostanzialmente invariata rispetto all’anno precedente è significativamente più elevata di quella rilevata nel corrispondente periodo del 2009 (51,5% rispetto a 44,9%). Parallelamente, si registra una diminuzione della quota di famiglie che riferiscono un peggioramento della propria situazione (dal 50% al 44,8%). In particolare, quelle che la considerano molto peggiorata passano dal 13,2% al 10,2%. Questi risultati segnalano un consolidamento della tendenza già emersa nel 2009. Infatti: dopo l’incremento della percezione di peggioramento registrato nel 2008, la condizione soggettiva è rimasta stabile.

Felicità In media gli italiani danno alla soddisfazione nei confronti della propria vita un voto pari a 7,2. È quanto emerge dall’Indagine Multiscopo dell’Istat "Aspetti della vita quotidiana", condotta nel mese di febbraio 2010, che oltre ad indagare comportamenti e aspetti della vita delle famiglie italiane quali la soddisfazione per le relazioni familiari e amicali, la situazione economica e i principali problemi della zona in cui vivono, ha rilevato per la prima volta informazioni sul benessere soggettivo (soddisfazione per la vita nel complesso) e sul grado di fiducia interpersonale. Alla domanda "Attualmente, quanto si ritiene soddisfatto della sua vita nel complesso?", potendo indicare un voto da 0 a 10 (0 indica "per niente soddisfatto" e 10 "molto soddisfatto") la maggior parte della popolazione di 14 anni e più fornisce una risposta compresa tra 8 e 9 (55,8%), mentre il 6,8% indica la soddisfazione massima. Il 22,4% ha segnalato un valore compreso tra 6 e 7 e il 3,9% un punteggio di soddisfazione compreso tra 0 e 5. La distribuzione della soddisfazione complessiva presenta, quindi, una forte asimmetria positiva, cioè una tendenza delle risposte a collocarsi verso i valori più elevati della soddisfazione. Infatti, in media le persone danno alla soddisfazione nei confronti della propria vita un voto pari a 7,2, mentre il valore mediano (quello che divide il collettivo a metà) è pari a 7.

Le donne più insoddisfatte degli uomini Non emerge, in generale, una differenza di genere, seppure le donne anziane sembrano essere più insoddisfatte degli uomini. Le differenze maggiori emergono con l’età: si passa, infatti, da un voto di 7,8 tra i giovani di 14-17 anni ad uno di 6,8 degli ultrasettantacinquenni. Il Nord presenta un valore medio di soddisfazione pari a 7,4, il Centro pari a 7,1 ed il Mezzogiorno un valore di 7,0. Le regioni con i più elevati livelli di soddisfazione sono il Trentino-Alto Adige (7,8), la Valle d’Aosta (7,5) e la Lombardia (7,4), quelle con i livelli più bassi la Campania (6,8), Sicilia e Puglia (7,1). Chi è occupato è decisamente più soddisfatto di chi è alla ricerca di occupazione (7,4 contro 6,6). Tra gli occupati, dirigenti, imprenditori e liberi professionisti si dichiarano più soddisfatti degli operai (7,5 contro 7,3). Anche chi ha una laurea si dichiara più soddisfatto di chi ha al massimo la licenza elementare (7,4 contro 6,9).