Snam, maxi investimenti E litigio con mamma Eni

da Milano

Tanti investimenti per i prossimi quattro anni, con un sogno, per ora impossibile: acquisire gli stoccaggi del gas con cui ci sarebbero importanti sinergie, ma che la capogruppo Eni non ha nessuna intenzione di cedere. Snam Rete Gas accelera infatti nelle nuove infrastrutture di trasporto: oltre un miliardo di spesa l’anno per i prossimi quattro anni. La «fame» di gas cresce: da una domanda che nel 2007 è stata di 87 miliardi di metri cubi l’anno, a circa 94 miliardi nel 2011, 104 nel 2015 e 114 nel 2020. E per trasportare il gas in più Snam prevede il potenziamento della dorsale nord-sud, una direttrice est-ovest nella Pianura padana e infine un forte sviluppo del rigassificatore di Panigaglia. Alla fine del piano industriale 2008-2011, presentato ieri dal presidente Alberto Meomartini e dall’ad Carlo Malacarne, la capacità di trasporto sarà incrementata del 25%, per salire di un ulteriore 10% al 2015. E questo senza includere il nuovo gasdotto che unirà l’Algeria con la Sardegna, il Galsi, per il quale è previsto il via libera entro quest’anno. Ma i nuovi investimenti hanno anche un ritorno: il 55% delle nuove opere avrà una redditività prevista dall’Authority del 9,7% contro il 6,7% per un periodo di 10-15 anni.
Questi piani arrivano a dispetto di un 2007 che ha visto, contro ogni previsione del 2006, scendere la domanda di gas: Snam, infatti, ne ha trasportato il 5,4% in meno. Così l’utile ha avuto un balzo del 32,6% a 594 milioni grazie a partite non ricorrenti, ma senza i proventi straordinari sarebbe stato sostanzialmente stabile. Il dividendo sale a 21 centesimi, di cui 8 già distribuiti in acconto. «I nostri risultati sono tra i migliori a livello europeo» ha affermato Meomartini. La Borsa non ha però apprezzato la battuta d’arresto del bilancio e ha penalizzato il titolo con un calo dell’1,73%.
Malacarne da parte sua ha affermato che non sono previste acquisizioni all’estero (neppure Distrigaz che sarà messa in vendita da Suez) anche se Snam dispone di un credito tra i 2,5 e i 3 miliardi. Piuttosto si è detto interessato all’acquisizione di Stogit, la società dell’Eni che gestisce gli stoccaggi del gas, ma che l’ad Paolo Scaroni non sembra intenzionato a cedere. «Eni tempo fa ha detto che non aveva intenzione di cedere gli stoccaggi per problemi di gestione. L’interesse di Snam Rete Gas ci sarebbe perché sicuramente c’è sinergia con la rete del gas» ha detto l’ad della Snam, che è controllata per oltre il 50% dall’Eni.