Snuppy, il cane clonato che abbaia su «Time»

Dalle scarpe computerizzate alla gomma per cancellare i segni sulle pareti. Il gatto robotizzato in grado di riconoscere la voce del padrone

Eleonora Barbieri

da Milano

Si chiama Snuppy, un po' Snoopy e un po' «puppy» (cucciolo, in inglese) ed è la migliore invenzione del 2005 secondo la rivista Time. Sembra soltanto un cane, ma è entrato nella storia, perché è il primo esemplare clonato. Come ogni anno, i giornalisti esperti di scienza e tecnologia del celebre magazine hanno selezionato le scoperte più significative. E, sul numero oggi in edicola, hanno decretato che il piccolo di levriero afghano clonato sette mesi fa nei laboratori della Corea del Sud è «the most amazing invention», ovvero la più strabiliante dell'anno.
Nel 2004 la vittoria era toccata alla SpaceShipOne, la prima navicella privata in grado di varcare l'atmosfera terrestre. «L'unico limite è il cielo», titolava Time: e l'invenzione di Burt Rutan era stata premiata proprio per la sua capacità di sfidare ogni confine precostituito.
I mezzi di trasporto sono d'altronde uno dei terreni prediletti dalla tecnologia e dagli stessi giudici della rivista: fra le scoperte selezionate lo scorso anno compare anche una go-car a tre ruote, dotata di uno speciale sistema gps. Per il 2005, invece, è stata scelta una bicicletta dotata di motore a idrogeno.
Una presenza classica sono poi le invenzioni fantasiose, quelle che, di solito, fanno bella mostra di sé soltanto durante le esposizioni o le fiere specializzate: scarpe computerizzate, oggetti «magici» come la gomma per cancellare i segni dalle pareti o un liquido antincendio che non bagna le superficie. E, immancabili, i robot: quest'anno il premio se l'è guadagnato un gatto robotizzato, in grado di comprendere ordini e comandi tramite la voce.
Il vero protagonista del 2005, però, è un altro animale, il piccolo Snuppy, appunto. A prima vista è un cane come tutti gli altri; salta, gioca ed è particolarmente ghiotto di croccantini al gusto d'agnello. In realtà, la sua nascita è stata il culmine del successo per l'équipe del professor Woo Suk Hwang. Il medico sudcoreano, che lavora nel laboratorio veterinario dell'Università di Seoul, è famoso perché profeta di una scienza che non deve tollerare limiti di sorta. E ha trovato nel governo del suo Paese un valido sostenitore: ogni anno riceve infatti un fondo di due milioni di dollari per finanziare le sue ricerche.
Nel 2004 Hwang e il suo gruppo di 45 studiosi hanno comunicato al mondo la notizia della prima clonazione di embrioni umani; dopo numerosi annunci, un mese fa è diventata realtà anche la prima Banca mondiale delle cellule staminali: benedetta dal presidente Moo Hyun Roh, ha già ottenuto 3.500 sottoscrizioni da pazienti di tutto il globo.
Quest'anno il medico di Seoul infranto un altro tabù, clonando un cane: una tecnica così complessa da aprire la strada a operazioni analoghe su qualunque mammifero. La difficoltà risiedeva, soprattutto, nel fatto che l'ovulazione nella femmina di cane avviene per un periodo molto ristretto nell'arco dei dodici mesi. Inoltre gli ovuli non possono essere estratti dalle ovaie, come avviene per i maiali o le mucche. Hwang e i suoi ricercatori hanno ovviato al problema ricorrendo alla regola più classica del lavoro scientifico: l'osservazione. Hanno studiato e analizzato il ciclo e il percorso dell'ovulo senza sosta; senza concedersi pause, secondo lo stile del laboratorio sudcoreano.
«Le cellule staminali non conoscono sabati e domeniche», aveva dichiarato Hwang dopo la scoperta dello scorso anno. E così è avvenuto anche per la clonazione di Snuppy. Il segreto è nei geni, ricavati da una cellula dell'orecchio di un cane adulto, e poi reimpiantati in una speciale cultura in vitro. Gli ovuli sono stati ottenuti non dalle ovaie, ma dal condotto ovarico, immediatamente dopo l'ovulazione.