Il sogno della cremagliera sulle alture di Granarolo

Da tre anni il quartiere è quasi isolato dal resto della città. L’Amt si limita a promettere nuovi bus

Luciano Gandini

Sulle alture di Genova c’è un quartiere, anzi un piccolo gioiello. Si chiama Granarolo. Nessuno dei problemi diffusi in tutta la città arriva fin qui: dalla spazzatura all’immigrazione, dalla criminalità alla droga. Una vista mozzafiato che parte da Nervi e, nelle belle giornate, anche da molto più in là, un colpo d’occhio sul centro cittadino e sul porto antico fino alle acciaierie di Cornigliano, ma questa non è certo colpa del quartiere. Girando lo sguardo «in sci bricchi», i forti illuminati di notte da qui sono suggestivi come non mai.
Un piccolo paradiso a misura d’uomo, che vale la pena di qualche sacrificio. Già, peccato che sia praticamente irraggiungibile con il servizio pubblico. Granarolo è senza dubbio il quartiere più isolato di Genova. Da quando la ferrovia a cremagliera Principe - Granarolo - non chiamatela «funicolare»! - ha cessato di servire il capolinea più alto, non c’è modo per Amt di inventarsi alcuna soluzione alternativa. Le strade sono troppo strette, le curve troppo a gomito, i mezzi, anche i più piccoli, troppo grandi. E la linea 355 che si arrampica fin dove può causa a sua volte altri problemi. La precisione con cui Amt fa il pieno di gasolio ai propri mezzi qui dovrebbe lasciare il passo al buon senso. Con le curve che si sono quassù il gasolio fuoriesce dallo sfiato e allaga la strada, che inevitabilmente diventa estremamente pericolosa.
E anche la cremagliera sta diventando un vero e proprio incubo. La pubblica amministrazione ci ha messo tutto il suo impegno per rallentare il più possibile tutti gli iter burocratici per far partire i lavori. E dire che la stessa cremagliera è un piccolo gioiello di cent’anni fa. Sono decine i siti internet di appassionati «ferroviari» che spiegano la storia e pubblicano le foto di quando era in funzione questo impianto così particolare. Son passati tre anni da quando gli abitanti di Granarolo sono isolati dal resto di Genova. E a nessuno è venuta in mente l’idea di cercare di potenziare l’unico collegamento con Di Negro, e conseguentemente con la metropolitana, rappresentato dalla linea 38.
Ora, dopo 600 firme e la costituzione di un comitato popolare, qualcosa si muove. Le promesse arrivate dalla gremita assemblea pubblica dell’altra sera sono tantissime. Dall’assessore al traffico Arcangelo Merella è venuta la garanzia dell’apertura della Conferenza dei Servizi per la metà di luglio, non potendo utilizzare «la macchina del tempo per recuperare il prezioso tempo perduto fino ad oggi». Da Ami, la società scorporata da Amt che si occupa delle infrastrutture, la promessa che gli operai saranno sulla ferrovia dal febbraio 2005, dal consigliere regionale Benvenuti (Ds) l’impegno che i finanziamenti ci sono tutti, anche se come e quando non si sa ancora, e da Amt la certezza che dall’11 luglio si provvederà a potenziare la linea 38, che per l’occasione cambierà pure nome chiamandosi «G1», e si studierà un modo per servire meglio Granarolo con la linea 355.
L’ultima promessa, la più azzardata, la più rischiosa, la più ottimistica: a settembre del 2007, cari abitanti, riavrete la Cremagliera, con tante scuse. Gli abitanti ringraziano non fidandosi poi troppo. A settembre, infatti, è già fissato un nuovo appuntamento con tutti i soggetti «promettenti» per monitorare lo stato di avanzamento di tutto quanto di questa funicolare, chiamata desiderio.