Soldini & Dalì sulla rotta di Colombo mezzo millennio dopo

Transat 2007: al via da Le Havre la regata che dopo 4.335 miglia di navigazione arriverà a Salvador de Bahia, sull'antica rotta del caffè. Al via 60 barche: accanto ai mostri del mare, quelle piccole di 12 metri

La Transat più famosa è quella di Cristoforo Colombo, anno 1492. Ai suoi tempi navigare dalla costa atlantica di Spagna, Portogallo e Francia verso ovest era più o meno come per noi arrivare sulla Luna. Di là era Terra Incognita, vita incerta. L'incessante lavoro degli storici ha tolto un poco della leggendarietà della navigazione colombiana: è quasi certo che altri ci avevano pensato prima di lui. I pescatori baschi sapevano che sui banchi di Terranova il merluzzo - esemplari grandi come un uomo - colorava il mare e quasi saltava in barca: il baccalà, dopo aver alimentato il mondo, adesso è specie a rischio. Gli uomini del principe Enrico il Navigatore, che spingeva i portoghesi a cercare la strada per le Indie attorno all'Africa, dopo le bonacce dell'equatore hanno trovato il Brasile: il vento li portava lì, sulle coste dove arriverà questa regata che parte da Le Havre e arriva a Salvador de Bahia dopo 4.335 miglia. La chiamano rotta del caffè, perché era quella seguita dai clipper che dal Brasile arrivavano verso l'Europa.
Gli iscritti sono 60 in diverse classi. La classe più piccola, in tutto 40 piedi ovvero 12 metri, è anche la più numerosa, l’idea di ridurre drasticamente i budget ha incontrato un immediato successo. Ci sono perfino barche di serie o quasi, che gli appassionati francesi useranno per misurarsi con una impresa importante. Gli iscritti sono 30 tra cui i nostri Giovanni Soldini e Pietro D'Alì con Telecom Italia recentemente varata. Un matrimonio interessante, il loro: da una parte l'esperienza oceanica del navigatore solitario e dall'altra la tecnica di un navigatore eclettico, che dopo due stagioni a bordo di Luna Rossa, dopo le Olimpiadi e la Star, ha scelto di provare anche lui il singlehanded sailing sfidando i bravi francesi nella loro Corse du Figaro che si effettua a bordo di barche di nove metri. Soldini continuerà la stagione con la stessa barca partecipando alla Ostar, altra Transat ma in solitario, e poi alla Quebec Saint Malò.
La partecipazione di Telecom Italia è stata a rischio: durante il trasferimento e la prova di qualificazione per partecipare alla regata ha avuto un incontro ravvicinato con un peschereccio da cui è uscita con l'albero rotto e danni non gravissimi alla carena. A pochi giorni dal via è arrivata quinta in una regata preliminare. Tra gli avversari - una lista di nomi francesi più o meno sconosciuti al nostro pubblico - c'è madame Florence Arthaud che naviga con Luc Poupon su Deep Blue. La tecnica più raffinata è nelle classi maggiori, ci sono i multiscafi di sessanta piedi, la classe al momento più competitiva con 18 iscritti. In acqua vere mostruosità, barche velocissime e pronte a partire per il prossimo giro del mondo in solitario senza scalo, di solito un massacro. C'è il nemico di sempre di Soldini Mike Golding con Ecover, c'è Loik Peyron con Gitana Eighty, Michel Desjoeux con Foncia. Ci sono solo cinque velocissimi trimarani, razza in estinzione dopo gli ultimi incidenti, tra cui quello di Giovanni due anni fa, ma anche per la difficoltà di sostenere il circuito e l'interesse.
Molti sponsor e skipper hanno preferito il multiscafo di sessanta piedi. Il riferimento è Franc Cammas con Groupama 2. Al momento interessano di più i poliscafi fuori da ogni regola per battere i record, roba che ad esempio traversa l'Atlantico in sei giorni e percorre 700 miglia in un giorno. Ci sono infine 8 trimarani di 15 metri, più gestibili degli altri.

Prima difficoltà il golfo di Biscaglia, in assoluto il tratto di mare più rischioso del mondo, più cattivo e imprevedibile di Capo Horn dove almeno sai che cosa ti aspetta. Le previsioni del tempo sono buone, migliori di quelle di due anni fa. Il tempo di riferimento per i monoscafi è quello stabilito da Virbac Paprec nel 2005: tredici giorni e nove ore.