La solidarietà dei lettori a Vittorio Feltri

Nuova ondata di lettere al <em>Giornale</em>: &quot;Caro Vittorio - scrive un lettore -  ma che fine hanno fatto quelli che scendevano in piazza per la libertà di stampa?&quot;

Quanto sia concreta e impor­tante la solidarietà di amici e conoscenti, si percepisce in tutte le infinite sfumature so­lamente nei momenti difficili o inaspettati. Per questo, in­vio la mia più sentita attesta­zione di stima e ammirazio­ne in concomitanza con l’as­surda sospensione emanata dall’Ordine.
Paolo Mariani Verona

Sono un lettore del Giornale e ho preso insulti e insolenze. Ora questi «tipacci» hanno spostato la mira molto più in alto, colpendo lei per arriva­re a far chiudere Il Giornale . È un’offesa alla libertà di stam­pa e ai lettori che nel quotidia­no si riconoscono.
Armando Mori e-mail

Caro Feltri, sono una giornali­sta in pensione che gli ultimi 15 anni li ha passati in una re­dazione che dire rossa è un eufemismo. L’unico Giorna­le di tutte le mazzette era il mio, e sovente non mi veniva consegnato accampando un sacco di balle. Ho mandato giù tanti rospi, ma dovevo mangiare e ho «resistito» tre lustri in barba a tutti, svolgen­do un lavoro ineccepibile e, purtroppo per loro, inattacca­bile. A lei, tutta la solidarietà mia e di mio marito.
Daniela Mario e-mail

Tutta la mia solidarietà, diret­tore. Ma se le proibiscono di scrivere non potranno mica proibirle di rilasciare intervi­ste, no?E allora,con un’inter­vista al giorno, noi potremo sempre conoscere il suo pun­to di vista.
Maurizio Pugliese e-mail

Caro direttore, la mia più sen­tita e viva solidarietà per que­s­to infame procedimento del­l’Ordine, campione esplicito e manifesto di doppiopesi­smo e di ipocrisia. Cosa si aspetta a liberare l’Italia da questi ordini professionali, or­mai gestiti da squalificati pro­fessionisti della politica a sen­so unico? Perché viene preso di mira e perseguitato solo chi dissente dai teoremi e dalle lo­giche della sinistra. Non mol­li, siamo al suo fianco!
Giuseppe Bonomi e-mail

Solidarietà contro la decisio­ne dell’Ordine dei Giornalisti. Daria e Roberto De Santis Roma Sono contrariata per la censu­ra che le è stata imposta, però con estremo piacere vedo che non si è fatto intimorire e ha permesso a Ida Magli di pubblicare l’articolo dove si parla del potere occulto glo­bale. Mi farebbe molto piace­re se se ne parlasse di più, an­zi sarebbe vitale, troppe per­sone sono «sorde, mute e cie­che» a questo problema.
Antonella Peghin e-mail

Esprimo tutta la mia solidarie­tà e stima per la censura posta dall’Ordine dei Giornalisti in risposta alla sua coerenza pro­fessionale. Rifletto invece sul­l’incoerenza di Fini in questa legislatura. Quando, negli an­ni ’80 inneggiava al «Boia chi molla» con il saluto romano fuori dalla Basilica di Santa Maria degli Angeli, era coeren­za di un ideale o solo l’obietti­vo di avere una folla di fan?
Antonio Venuti e-mail

Direttore, coraggio... I gior­ni passano, ritornerà a scri­vere per chi la stima e l’am­mira. Speriamo di riuscire a mandare a casa un Ordine politicizzato, che imbava­glia chi, liberamente, fa sen­tire la sua voce. Vincenzo Scalise e-mail Caro direttore, altro che Ber­lusconi dittatore come dice Di Pietro. In Italia i dittatori sono altri. Tutti noi lettori di centrodestra sappiamo chi sono. Quelli che fanno finta di niente quando i centri so­ciali devastano le città e tolgo­no la parola ad una giornali­sta offendendo i suoi lettori e la libertà di stampa. Mi asso­cio a chi pensa di fare una giornata di solidarietà.
Angelo Filipazzi Lodi

Piena solidarietà al direttore. Siamo con te nella difesa del­la libertà di stampa. Si biasi­ma l’Ordine dei Giornalisti che sarebbe bene abolire. Ti siamo vicini in questo mo­mento di ingiustizia.
Antonio Maiorano e-mail

Nonostante le già numerosis­sime mail inviate dai suoi let­tori, mi preme esprimerle la mia piena solidarietà perché con i suoi editoriali dà voce a noi, elettori di destra, che ci sentiamo spettatori impoten­ti e passivi di fronte a quella tv di sinistra che, attraverso le reti pubbliche, invade quoti­dianamente le nostre case e che con i nostri soldi si sente investita di chissà quale scien­za suprema per elencare ne­fandezze di ogni tipo. È meri­to di chi, come lei e i suoi colla­boratori che­continuano a de­nunciare la macchina del fan­go della sinistra. Non smetta di combattere per noi e per un mondo meno di sinistra! Gabriella Tosi e-mail