Sondaggi choc: su internet l’assassino diventa un eroe

Plauso unanime per la decisione brasiliana di restituirci Cesare Battisti per gli ergastoli che si è meritati da assassino. Parlamento in piedi plaudente (tranne i radicali). Commenti radiotelevisivi coerenti con la soddisfazione generale. Editoriali idem. Popolo e casta uniti nella lotta. Finalmente un momento di unità che non è un inciucio eccetera. Poi a pagina 45 del Corriere della Sera appaiono i risultati del sondaggio web di corriere.it. Domanda: «Primo sì del Brasile all'estradizione in Italia di Cesare Battisti. Siete d'accordo?» Risposta: No il 91,3 per cento. Rileggo, forse c'è uno sbaglio. No, tutto giusto. Corriere.it ci dice dunque che - sia pure senza annettere ai risultati valore scientifico eccetera eccetera - i lettori considerano Battisti un eroe perseguitato. Come si è arrivati a questo esito? È stato un colpo di mano di hacker filo terroristi? Oppure l'esito di un passaparola tra reduci della lotta armata? Magari fosse così.

Controllo altri sondaggi. Sono tutti girati a sinistra, estrema sinistra, sinistra piuttosto propensa al linciaggio del nemico fascista o berlusconiano e persino dalemiano. Tutti a inchinarsi a costoro, i talk show televisivi sono pensati in funzione del gradimento di questi fruitori di corriere.it (ritenuto moderato) poi repubblica.it (più a sinistra), fino a unità.it eccetera. Ci sarebbe anche il giornale.it, e i lettori che vi intervengono sono i «nostri», ma sono una minoranza che si tende a sottostimare da chi pretende di identificare le tendenze dell'opinione pubblica.

Resta la questione. Chi sono, quanta e quale parte dell'Italia esprimono coloro che si alimentano di informazioni al computer, e poi si esercitano su corriere, la stampa, repubblica tutti con il .it?
Nei giorni scorsi, c'è stato un sondaggio importante, almeno altrettanto. Siete d'accordo con la sentenza della Corte europea dei diritti umani che ordina all'Italia di levare il crocifissso dalle pareti delle scuole. La domanda era posta in modo di chiedere un parere sulla sentenza. I tre quotidiani appena citati diedero una risposta unanime. Schiacciante sconfitta del crocifisso. Più del 70 per cento quelli di Repubblica, 65 La Stampa, 55 circa il Corriere. Cito a memoria, perché quei dati riflettevano i risultati un giorno dopo la sentenza.

Uno dice: gli italiani sono contro i crocifissi. Almeno quelli avanzati, quelli colti, che tengono il computer aperto e interagiscono, quelli bravi, democratici e pronti a infilarsi nelle onde delle controversie. Dopo un po' però il Corriere ha rilanciato la pratica. Il sondaggio è stato propagandato, una certa mobilitazione ha raddrizzato le cose, perché quei sondaggi fasulli della prima ora riflettevano appunto i maniaci del mouse e non il pensiero della gente comune.
Al che si impone qualche riflessione. Chi è, dove vive, cosa mangia, cosa legge, cosa fa la sera la maggioranza degli internauti che si infilano nei sondaggi pronti-via?

Diciamo che in Italia c'è una sopravvalutazione della forza e della rappresentatività come campione del famoso popolo dei blog. Sanno usare benissimo il mouse, i motori di ricerca, ma molto meno il cervello e il buon senso. Ma sanno anche usare poco il buon senso e il cervello i quotidiani, le televisioni e i partiti di sinistra (ma non solo) che credono di avere consenso solo perché su internet appena sfornano un'accusa contro Berlusconi, immediatamente si radunano centinaia di migliaia di candidati a levare lo scalpo al Cavaliere.
Sono gli stessi che firmano appelli à gogo per una paginetta da terza elementare di Roberto Saviano purché contro Silvio. Sono i medesimi che sono prontissimi ad appendere a un albero elettronico chiunque osi avventurarsi in qualche sito di dibattito su gay e dintorni esprimendo titubante dissenso. Diciamolo gli abitanti di questa nuova giungla il cui linguaggio tipico è a metà tra Travaglio e Di Pietro sono degli scotennatori. E riescono a far passare l'immagine di un'Italia così a chi fa i giornali e le tivù.

Un invito allora. Anzi due. Primo. Quelli che non sono di sinistra comincino a organizzarsi per non lasciare gli spazi cibernetici aperti come una prateria a questi barbari che votano pro Battisti libero. I ragazzini (anche quelli coi capelli bianchi) passano un sacco di tempo a girovagare tra notizie e opinioni sul web, sarà il caso di non lasciarli lì in preda a questi predatori. Alla lunga infatti, come diceva anche Madre Teresa di Calcutta, uno diventa quello che legge. Secondo. Non si sopravvaluti internet come luogo in cui si addensa l'infallibile consenso o dissenso del popolo. Guai a generalizzare, ma le avanguardie sono tagliatori di teste e di gole. Peccato che i quotidiani e i partiti di sinistra, e qualche volta anche la sponda finiana del centro destra, credano più a questi maniaci della forca e dell'ingiuria che ai voti e al sentimento delle brave persone che non si divertono però a schiacciare i bottoni. Internet è una buona cosa, certo, lo dice anche il Papa, ma oggi è invaso dall'orda barbarica della peggior sinistra. Saperlo giova.