Sono certi ministri

Vorrei esprimere le mie congratulazioni e la mia riconoscenza per le due pagine di corretta informazione sul tema clima–am-biente che Il Giornale ha contrapposto alle irresponsabili sparate del ministro Pecoraro Scanio alla Conferenza nazionale sul clima. Come tanti ero rimasto esterrefatto da questa esternazione che rappresenta, peraltro, il culmine di una continua opera di disinformazione e di terrorismo psicologico. È possibile continuare con un ministro che persegue una politica sistematica di disinformazione su un tema così delicato e importante come l’ambiente e il clima? E quali sono gli interessi che suggeriscono una linea così pericolosa per l’equilibrio mentale del Paese? È essenziale dar vita continuativamente a una controinformazione seria su questo tema, che il Paese sta affrontando come 400 anni fa si affrontò il tema delle streghe. Basti pensare al fatto che il ministro, non della propaganda ma niente di meno dell’Università, On. Mussi, intervenendo alla stessa conferenza sul clima dice una sciocchezza sesquipedale come: «Il capitalismo nella sua forma attuale non è compatibile con il pianeta Terra».
È una sciocchezza che anni fa anche il filosofo Jonas sostenne nel suo libro Il principio responsabilità. Ma quando le porte dell’ex Urss si spalancarono e fu possibile guardare dentro, Jonas ebbe il buon gusto di chiedere scusa per questa sciocchezza. La cosa buffa è che esattamente nel giorno in cui il ministro dice queste cose, il Blacksmith Institute, che monitorizza i luoghi più inquinati del pianeta, emette il nuovo elenco dei dieci luoghi mondiali del disastro ambientale. L’elenco comprende quattro località dell’ex Urss, due località della Cina, due località dell’India e una località dello Zambia, cioè di Paesi collettivisti o ex collettivisti o socialistoidi o ex socialistoidi. Il ministro dell’Ambiente e il ministro dell’Università rappresentano due funzioni tra le più importanti per il futuro del Paese e delle nuove generazioni. È da auspicare che evitino di dire queste sciocchezze in libertà, senza mai confrontarsi con i fatti, con la conoscenza, con la scienza.

*economista
e docente universitario