«Sono un fan di Battiato ma gli ho tolto la laurea»

da Milano

Franco Battiato troverà prima un «centro di gravità permanente» o la laurea in Lettere honoris causa all’Università di Catania? Certo è che sull’attribuzione della prestigiosa pergamena, al momento, «sventola bandiera bianca».
Il merito o la colpa (dipende dai punti di vista) dell’inatteso stop alla cerimonia che avrebbe dovuto regalare al cantautore catanese il titolo di «dott. prof.» ad honorem, è di uno studente membro del Senato accademico: Giacomo Bellavia, 22 anni, appassionato di arti marziali, a un passo dalla laurea in Giurisprudenza (gli resta solo da discutere la tesi).
Giacomo, col suo voto contrario, ha bloccato l’iter proprio quando il rettore Ferdinando Latteri e preside della facoltà di Lettere, Nicolò Mineo, davano ormai la cosa per sicura. Ieri sul giovane «dissidente» si sono abbattute le critiche di tutti quelli che lo accusano di aver opposto il suo «no» solo per ragioni politiche. Bellavia fa parte infatti di Alleanza Univesitaria che è su posizioni di destra, mentre Franco Battiato non ha mai nascosto il suo appoggio ad Enzo Bianco (Unione) uscito con le ossa rotte dal confronto con Umberto Scapagnini (Casa delle libertà).
Allora Giacomo, sei contro la laurea a Battiato perché il cantante ha mostrato di avere simpatia per il candidato della sinistra?
«Assolutamente no. Mi sarei opposto anche nel caso in cui Battiato si fosse dichiarato favorevole a Scapagnini».
Ma se allora non è una questione politica, di che si tratta?
«La ragione è molto più profonda. Battiato, pur essendo di Catania, ha mostrato di avere poco rispetto per catanesi».
In che senso «poco rispetto»?
«È noto a tutti che Battiato ha dichiarato che in caso di vittoria del sindaco uscente Scapagnini avrebbe abbandonato Catania».
E non è libero di farlo?
«Con la sua dichiarazione Battiato ha offeso sia la città di Catania, sia i cittadini, dei quali non sono stati rispettati né la capacità né la libertà di esprimere democraticamente le proprie scelte».
Dica la verità, Battiato le è antipatico.
«Al contrario, sono un suo estimatore e ho a casa molti dei suoi dischi».
Qual è quella che le piace di più?
«“Povera Patria”. E proprio analizzando il testo di questa canzone, mi sono reso conto della clamorosa contraddizione in cui è caduto Battiato».
E quale sarebbe questa contraddizione?
«In quel brano si sottintende un concetto importante e pienamente condivisibile: e cioè che l’arte e la cultura debbano sempre essere messe al servizio di tutti e non solo di una parte. Battiato, invece, pur essendo un artista e un uomo di cultura ha fatto una scelta di campo parziale, mostrando disprezzo per chi non la pensa come lui».
Ieri il presidente dell’Università di Enna, Cataldo Salerno, l’ha definita «studentello di destra» e il filosofo Mario Sgalambro un «ragazzino al quale bisognava impedire di fare ciò che ha fatto». Cosa risponde?
«L’atteggiamento di disprezzo manifestato dopo la mia dichiarazione di voto si colloca in un contesto che è proprio quello che vorremmo stigmatizzare votando contro la proposta di laurea a Battiato: il credere che chi sta da una parte possa giudicare tutti e mettersi al di sopra di tutto».
C’è chi sospetta che l’«ordine» di bocciare Battiato, sia arrivato direttamente da An, il suo partito di riferimento.
«Falso. Sono vicino alle posizioni di Alleanza nazionale, ma ragiono con la mia testa».
Cosa direbbe oggi a Battiato?
«Che se chiederà scusa a Catania, saremo felici di dargli la laurea ad honorem».
Se invece, dopo la vittoria di Scapagnini, lascerà la città come ha annunciato?
«Allora gli auguro buon viaggio...».