In Spagna il registro dei medici obiettori

ll governo spagnolo di José Luis Zapatero ha deciso di creare un registro dei medici obiettori, per cercare di facilitare l’applicazione della legge sull’aborto nelle strutture pubbliche. L’ordine professionale dei medici ha chiesto di poter gestire questo registro, per vegliare sul «codice etico e il buon esercizio della professione». Teoricamente infatti per la legge spagnola l’aborto non è un diritto, ma viene consentito dietro parere medico in alcuni casi. Il provvedimento - approvato subito dopo il ritorno della democrazia ma in seguito mai modificato - prevede la possibilità di ricorrere all’aborto in tre soli casi: stupro (entro le 12 settimane), «gravi tare fisiche o psichiche» del nascituro (entro le 22 settimane e con il parere di uno specialista) e «grave pericolo per la vita o la salute psichica della madre» (senza limiti temporali, ma anche in questo caso con il parere di un medico). La creazione di un registro dei medici obiettori dovrebbe permettere alle donne di sapere preventivamente se un medico pratica l’aborto nei casi previsti dalla legge o se comunque è contrario e quindi non accetterà mai di praticare un’interruzione di gravidanza.