La spallata di Bersani: "Adesso Berlusconi passi la mano al Colle"

Idv e Pd esultano per il successo referendario e chiedono la testa del Cav. Fini, Casini e Rutelli saltano sul carro del vincitore: "Quorum raggiunto grazie a noi"

Roma - Il quorum è raggiunto e ora la sinistra passa all'incasso: vogliono la testa del Cavaliere. "A questo punto si dimettano e aprano una situazione nuova, passando la mano al Quirinale", ha dichiarato il leader dei Democratici Pierluigi Bersani: "Quella che era una crisi politica conclamata ora prenda la forma di un distacco profondo dai cittadini. È da irresponsabili non riflettere su questo e sul fatto che le tecniche di sopravvivenza possano solo allargare il baratro tra governo e l’opinione pubblica". "Non entro nel dibattito della Lega, vedremo a Pontida cosa diranno, ma tempo fa dissi che si può anche stare con uno che perde se tu vinci o con uno che vince se tu perdi, ma se entrambi perdono ci vuole una riflessione" "È un universo curioso quello in cui i ministri parlano e dicono di votare sì a norme approvate in Consiglio dei Ministri dove c’erano anche loro".

Di Pietro: "Hanno perso i cattivi maestri" Dopo meno di un'ora dalla chiusura dei seggi il responso è ormai definitivo: il quorum sembra veleggiare sopra il 55 per cento dei votanti e la vittoria dei sì, ormai scontata, è ben sopra il 90 per cento delle schede consegnate. I promotori referendari hanno già iniziato a festeggiare e con loro tutti i movimenti politici che, prima o poi, hanno deciso di aggregarsi alla battaglia su acqu e nucleare. Insomma, il solito salto sul carro del vincitore. I primi a esultare sono i sostenitori dell'Idv, tra i primi a proporre i referendum. "Non ha vinto il centrosinitra o l’italia dei valori: oggi hanno vinto solo gli italiani. Non hanno vinto, anzi hanno perso i cattivi maestri che hanno detto di non andare a votare, un tentativo truffaldino", ha dichiarato Antonio Di Pietro. L'ex pm ha invitato tutti a "non mettere il cappello" su questo voto, soprattutto coloro che non hanno appoggiato i referendum dalla prima ora e a rispettare la volontà dei cittadini che hanno detto no al nucleare, sì all’acqua "a disposizione di tutti" e sì "al principio di eguaglianza" dei cittadini davanti alla legge. Per quel che riguarda il futuro della scena politica, per "vincere le elezioni, il centrosinistra - ha detto Di Pietro - deve presentarsi unito non solo numericamente, ma su un programma condiviso in alternativa a Berlusconi. Non dovrà essere un plebiscito pro o contro Berlusconi: io voglio andare al governo per quel che so fare di buono per il paese. Da magistrato - ha detto il leader di Idv - ho fatto ’mani pulitè che è servita al paese. Oggi ho fato il referendum che è servito al paese".

Veltroni: "Berlusconi si dimetta" "Esiste una evidente crisi nel rapporto tra il centrodestra e il Paese, una crisi che è innanzitutto di Berlusconi. Il presidente del Consiglio ha detto che non sarebbe andato a votare e la grande maggioranza lo ha invece fatto. Berlusconi ne tenga conto, si dimetta e lasci strada al cambiamento di cui l’Italia ha bisogno". Lo afferma in una nota Walter Veltroni. "In primo luogo - sottolinea l’esponente Pd commentando il risultato referendario - è una grande vittoria della società civile, nelle mille forme che essa ha assunto e attraverso la quale si è organizzata, dai comitati alle espressioni di creatività che abbiamo viso sulla rete e nel territori. È anche una grande vittoria delle forze politiche, a cominciare dal Pd, che hanno sostenuto con coraggio e determinazione i referendum. "Ed è - rileva ancora - una clamorosa sconfitta di Berlusconi che vede bocciato dalla grande maggioranza degli italiani leggi per lui importantissime come il legittimo impedimento e il nucleare"

"Non è un referendum su Berlusconi ma lo è certamente sul berlusconismo". Lo ha detto il leader di Sinistra, Ecologia e Libertà, Nichi Vendola, presidente della Regione Puglia, commentando l’esito dei referendum e rispondendo a chi gli chiedeva se fosse corretto collegarlo all’esito delle recenti amministrative. "Difficile non cogliere un legame oggettivo che è - secondo Vendola - nella mobilitazione democratica, nell’effervescenza che finalmente ha colto questo paese e lo ha rimesso in piedi, gli ha ridato il gusto della politica e fatto scoprire una passione politica grande". "Ovviamente - ha aggiunto Vendola - non era un referendum immediatamente legato alle vicende dei partiti. Non è un referendum su Berlusconi ma lo è certamente sul berlusconismo". "Non sembri un gioco di parole ma il berlusconismo inteso come stagione complessiva di sradicamento della cultura dei beni comuni - ha concluso Vendola - oggi giunge al suo punto di compimento, al suo capolinea. Da oggi siamo fuori da quella stagione e questa è una lezione per tutti, a destra, al centro e a sinistra". 

Terzo polo: merito nostro "La grande partecipazione popolare ai referendum -si legge nella dichiarazione congiunta- dimostra la volontà degli italiani di tornare ad essere protagonisti: è ormai chiaro che la maggioranza e il governo sono totalmente sordi, incapaci di capire ciò che vogliono gli italiani". "Nel raggiungimento del quorum è stato determinante il Terzo Polo, con la decisione di invitare tutti al voto al di là delle scelte di merito che consapevolmente rivendichiamo. Il sì ai referendum è un no grande come una casa a questo governo. È tempo che Berlusconi ne prenda atto. Minimizzare, come ha fatto dopo le amministrative, sarebbe irresponsabile e dannoso per gli interessi nazionali", conclude la nota del Terzo polo.  "Il risultato dei referendum parla chiaro e rappresenta una ulteriore e sonora bocciatura di Berlusconi". Lo dice Italo Bocchino. Ora, continua, il governo dovrebbe dare "dimissioni utili a chiarire il quadro politico".

Grillo sbraca: "Abbiamo mandato a...o i partiti" "Siamo ancora un popolo! È stato raggiunto il quorum per tutti e 4 i referendum. Per il nucleare è il secondo referendum con cui i cittadini hanno mandato affanculo i partiti. Vedremo se avranno il coraggio di riproporlo. Saluto con affetto Formigoni, Chicco Testa, Veronesi e il Bersani di quarta generazione". Così il comico genovese commenta la vittoria al referendum. Da Genova, dove ha votato, Grillo scrive sul suo blog: "Per l’acqua arriva ora la parte più complicata, come restituire al pubblico la gestione e sottrarla alle varie Veolia, Suez e Smat. Non sarà facile. Oggi ha vinto il popolo italiano, i cittadini. I partiti inizino a fare le valigie. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure".