Spatuzza, mafia e Berlusconi: la sentenza dei siciliani

Ieri il Sole24Ore ha pubblicato un interessante sondaggio sull’aria che tira nei confronti dei partiti. Il Pdl cresce di tre punti rispetto alle elezioni europee (dal 35 per cento al 38), il Pd sale al 30 per cento (dal 26), la Lega è stabile (10), tutti gli altri perdono. Scandali e liti quindi non sembrano turbare l’elettorato, anzi fanno convergere consensi verso approdi percepiti forti. Analizzando i dettagli, si scopre che al Sud la crescita del Pdl è da record (44 per cento), così come il suo vantaggio sul Pd (16 punti). Al Nord l’elettorato non di sinistra premia maggiormente la Lega, che per esempio in Veneto sale al 27 per cento.

Per il centrodestra è un risultato confortante. Non stupisce che il Pdl incassi un aumento di consenso più tiepido al Nord, dove il popolo degli imprenditori e delle partite Iva resta a bocca asciutta rispetto alle attese di un alleggerimento della pressione fiscale che ancora tarda ad arrivare nonostante le promesse. Come spiegare invece l’importante crescita al Sud? La soluzione del caso immondizia a Napoli può essere un indizio, così come l’attenzione e le risorse che il governo dirotta sotto Roma sono evidentemente apprezzate. Ma sicuramente tutto ciò non sarebbe sufficiente se la gente del Sud ritenesse Berlusconi mafioso e il suo esecutivo complice della criminalità organizzata, come in queste settimane qualcuno vuole farci credere. Almeno di non ammettere che tutti i siciliani sono mafiosi, tutti i campani camorristi e quindi sostenitori di un governo amico. Più probabilmente invece gli elettori da quelle parti vogliono premiare anche i risultati che questa maggioranza ha ottenuto nella lotta ai vari boss e padrini. Evidentemente si percepisce una maggiore sicurezza e si comincia ad avere fiducia che tenendo ferma la barra del rigore e della fermezza i risultati si ottengono.

Ancora una volta, insomma, il Paese virtuale non coincide con quello reale. Da una parte abbiamo l’asse tra giornali e intellettuali di sinistra e alcuni magistrati che premono per far cadere Berlusconi a colpi di accuse di mafiosità, dall’altra la gente reale, che con i mafiosi ci convive, che spinge, come documenta il sondaggio del Sole24Ore, per tenere in vita Berlusconi ed essere salvata dai mafiosi. In mezzo c’è la mafia, quella vera, che spalleggiata dai primi, tenta di sferrare l’offensiva finale per abbattere il Cavaliere e riappropriarsi del consenso della gente per tornare a fare liberamente i propri affari.
L’operazione, sapientemente preparata da una regia attenta a creare un crescendo di attesa e sospetto, scatta oggi con la testimonianza di Gaspare Spatuzza, un killer della mafia (ha sciolto anche un bambino nell’acido) che ha deciso dopo sedici anni di carcere di pentirsi e raccontare che i suoi capi (i fratelli Graviano) vedevano di buon occhio l’ascesa di Berlusconi. Una pattuglia di magistrati (più i Santori e i Travagli nazionali) è pronta a dargli credito, un Pm già ipotizza che prima o poi anche i Graviano, che pentiti non sono, lo diventeranno e confermeranno le accuse.

Ora, il punto è questo. Nelle prossime ore alcuni staranno dalla parte di un assassino mafioso, altri da quella dei siciliani che sempre più numerosi dicono che Berlusconi è la nuova, ennesima vittima della mafia. Noi abbiamo già scelto dove collocarci.