Gli accusatori di Michael Jackson intentano una nuova causa

Gli accusatori di Michael Jackson, Wade Robson e James Safechuck, potrebbero intentare una nuova causa per presunti abusi sessuali: ecco come e perché

Michael Jackson potrebbe essere nuovamente al centro di una causa per presunte molestie sessuali.

In realtà, come spiega il Sun, la causa potrebbe essere nuova ma non gli accusatori: Wade Robson e James Safechuck. Questi due nomi - per chi non avesse seguito in precedenza le due battaglie legali che li hanno visti protagonisti, archiviate poi nel 2017 - hanno avuto un’ampia eco mediatica nell’ultimo anno, perché al centro del documentario “Leaving Neverland”.

Il documentario ha puntato il dito contro il re del pop, sostenendo come i due uomini - Robson e Safechuck, appunto - potrebbero essere stati molestati in molte occasioni da bambini, accogliendo quindi la versione degli accusatori. Questo ha causato grandi diatribe sui social e una ferma difesa della famiglia del cantante, che ha più volte sostenuto come le accuse contro il cantante non fossero vere.

Robson e Safechuck hanno fatto causa a Jackson separatamente circa sei anni fa. Dei cambiamenti nelle leggi della California hanno permesso che la corte d’appello dello stato emettesse una sentenza provvisoria. In pratica, lo statuto delle limitazioni per i presunti casi di abuso sessuale è stato esteso, consentendo quindi agli accusatori di Michael Jackson di intentare una nuova causa.

Robson, che ha 37 anni, e Safechuck, che ne ha 41, hanno raccontato la storia dei presunti abusi in “Leaving Neverland”, prodotto da Hbo, un film presentato al Sundance Film Festival lo scorso gennaio.

Safechuck, il quale ha incontrato Jackson quando aveva 9 anni durante le riprese per uno spot per Pepsi, ha affermato che il cantante lo abbia molestato un centinaio di volte. È stato detto nel film invece che Robson, il quale ha incontrato il cantante a 7 anni, potrebbe aver dormito con lui, nello stesso letto. L’avvocato di Robson, Vince Finaldi, ha definito il Neverland Ranch - la residenza di Jackson - come “nient’altro che una trappola ben orchestrata”.

A opporsi a Robson e Safechuck sono soprattutto i tre figli dell’artista scomparso nel 2009: Prince, Paris e Blanket. I tre, ritenendo che la privacy della loro famiglia sia stata violata, hanno chiesto a Robson e Safechuck di porgere loro delle scuse per quanto contenuto in “Leaving Neverland”. Il legale dei tre figli ha fatto sapere che “tutto ciò che vogliono è preservare l’eredità musicale del padre”, anche perché “il documentario è unilaterale” e “i due uomini hanno fatto numerose affermazioni che non sono vere”.

Il regista Dan Reed ha sempre sostenuto che le motivazioni di Robson e Safechuck - che potrebbero essere ascoltati già questa settimana - non sono di tipo economico.

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