Leaving Neverland, errate le date degli abusi: imbarazzato il regista

Secondo il biografo di Michael Jackson, le date degli abusi riportate in "Leaving Neverland" sarebbero false: ecco le prove documentate su Twitter

Ci sono delle nubi su “Leaving Neverland”, il documentario in cui due uomini accusano Michael Jackson di averli sottoposti ad abusi sessuali quando ancora erano bambini.

In un dibattito che sembra quasi senza fine, è intervenuto anche il biografo Mike Smallcombe: l'uomo, come riporta il Mirror, ha trovato delle incongruenze nella testimonianza di James Safechuck, uno dei due accusatori. Safechuck ha infatti detto di essere stato abusato dal 1988 al 1992, narrando un episodio in particolare, avvenuto in una stanza della stazione ferroviaria del Neverland Ranch. Tuttavia, la costruzione della stazione è stata approvata nel 1993 e la stanza inaugurata l’anno successivo, un anno dopo rispetto alle date dei presunti abusi comunicate nel documentario.

A Smallcombe - il quale ha pubblicato su Twitter la documentazione per l'approvazione della stazione - ha risposto il regista del documentario Dan Reed, spiegando semplicemente come Safechuck si sia confuso sulle date. Il commento del regista è stato liquidato dal biografo come “imbarazzante”. “Poiché la storia è stata ridimensionata - ha commentato Smallcombe - sembra che Reed voglia improvvisamente cambiare lui stesso la cronologia fornita da Safechuck”.

L’uomo ha anche aggiunto di sentirsi “scioccato” per il fatto che il regista abbia preso le difese del suo testimone e che “questo è quello che accade quando si prendono in considerazione accuse del genere e non si fa nessun tentativo di esaminare e indagare se siano vere”. Safechuck ha affermato anche in tribunale che gli abusi siano terminati nel 1992.

Il biografo, tuttavia, aveva criticato in precedenza anche la testimonianza di Wade Robson. La madre dell’australiano ha infatti raccontato in una precedente udienza in tribunale che il figlio fosse andato con la famiglia al Grand Canyon nel 1990, mentre nel documentario il giovane afferma di essere rimasto con Jackson.

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